Finto medico condannato per omicidio a Benevento: terapie inutili per un tumore inesistente

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A cura di Nico Falco
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È stato condannato a 11 anni Angelo Graziano, finto medico che operava nel Beneventano: riconosciuto responsabile della morte di Angela Russo, 54 anni, deceduta a seguito di trasfusioni da lui prescritte per un tumore inesistente.

Le aveva diagnosticato un tumore, e le aveva prescritto anche le terapie: autotrasfusioni ozonizzate. Ma era tutto, totalmente, falso: quel tumore non esisteva e quelle che spacciava per cure, e che non facevano parte dei protocolli ufficiali, si sono rivelate letali. E dal processo è emerso che l'uomo non era nemmeno un medico: aveva solo il titolo di massaggiatore capo bagnino. Si chiude con una condanna a 11 anni e 10 mesi di reclusione il processo di primo grado sulla morte di Angela Russo, la 54enne morta nel 2021 a Mirabella Eclano, in provincia di Benevento.

La sentenza arriva dopo quattro anni e venti udienze. L'imputato, Angelo Graziano (difeso dall'avvocato Carlo Taormina), 37 anni, residente a Montefusco ma domiciliato a San Giorgio del Sannio, è stato riconosciuto colpevole di omicidio preterintenzionale, truffa, lesioni aggravate ed esercizio abusivo della professione medica. Per lui è scattata anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, l'interdizione legale per tutta la durata dell'espiazione della pena e la condanna a una provvisionale di 10mila euro per ogni parte civile costituita, il risarcimento dei danni in sede civile e il pagamento delle spese processuali.

Graziano, è stato ricostruito dagli inquirenti, si era presentato ad Angela Russo come medico e le aveva fatto credere di avere un tumore. Da qui, la terapia: autoemotrasfusioni ozonizzate, ossia terapie endovenose infiltranti; si tratta di una procedura in cui il sangue viene prelevato da una persona e successivamente o dopo un trattamento, viene reinfuso nella stessa persona. La perizia della Procura ha dimostrato che la donna era perfettamente sana e quel tumore non è mai esistito. Era stato inoltre appurato che la causa del decesso era stata un edema polmonare dovuto proprio alle trasfusioni, con le quali le era stato iniettato un farmaco, di libera vendita nelle farmacie, prescritto da un medico tedesco.

"Ci ho creduto, ho riposto in questo processo quasi tutte le mie energie: notti insonni e attacchi di mal di pancia per costruire e dimostrare la strategia più giusta – ha detto l'avvocato Cinzia Capone, legale della famiglia della donna, a margine della lettura del dispositivo – oggi abbiamo raggiunto la verità! Giustizia è fatta davvero". "Lo dovevo all'anziana madre vestita di nero che ha dovuto subire il dolore innaturale di sopravvivere alla propria figlia – prosegue il legale rivolgendosi alla famiglia di Angela – una madre che è stata sempre presente in aula con me, con addosso e nel cuore il colore del dolore. E lo dovevo ai due teneri figli di una giovane madre deceduta troppo presto".

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