L'omicidio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica

Omicidio Vassallo, condannati i fratelli del sindaco ucciso e Mediaset: diffamazione al colonnello Cagnazzo

Avatar autore
A cura di Nico Falco
Immagine
Il colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo
Il Tribunale di Frosinone ha condannato i fratelli di Angelo Vassallo, Mediaset e Giulio Golia a risarcire 100mila euro al colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo, per le dichiarazioni rilasciate durante un servizio delle “Iene” sull’omicidio del sindaco-pescatore.

I fratelli di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Pollica ucciso nel 2010, la società "Rti" del gruppo Mediaset e l'inviato e conduttore delle "Iene" Giulio Golia sono stati condannati a risarcire il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo: il Tribunale civile di Frosinone ha ritenuto diffamatorie le dichiarazioni rilasciate da Angelo e Dario Vassallo durante un servizio andato in onda tra ottobre e novembre 2019 e incentrato proprio sull'omicidio.

Il risarcimento complessivo disposto dall'autorità giudiziaria ammonta a 100mila euro, come riportano Il Mattino e Repubblica. Il Tribunale civile, inoltre, ha escluso da responsabilità Francesco Avallone, ex fidanzato della figlia di Angelo Vassallo. Il sindaco-pescatore è stato ucciso in un agguato il 5 settembre 2010 ad Acciaroli: stava rientrando a casa quando qualcuno gli ha esploso contro diversi colpi di pistola. Ad ora, nonostante l'inchiesta prosegua ormai da 16 anni, l'assassino non ha ancora un nome.

Il colonnello Cagnazzo, ad Acciaroli per motivi personali, era stato tra i primi a intervenire sul luogo del delitto. Secondo la Procura di Salerno sarebbe stato il mandante e avrebbe messo in atto, sin dai primi momenti, una operazione di depistaggio per allontanare le indagini da sé e per dirigerle verso un cittadino brasiliano. Per queste accuse l'ufficiale era stato arrestato ed era anche finito in carcere. Lo scorso 27 marzo, però, il gup di Salerno ha disposto il proscioglimento in sede di udienza preliminare, non accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura. La sentenza è stata impugnata dalla Procura di Salerno di Salerno, secondo la quale Vassallo venne ammazzato per impedirgli di denunciare i presunti protagonisti di un traffico di droga che in quell'anno stava interessando Acciaroli.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views