foto di repertorio
in foto: foto di repertorio

Da novità che destava curiosità a presenza a cui siamo tutti abituati, a cui ormai non si fa più caso. Col passare dei mesi i rider che sfrecciano a ogni ora in bicicletta o in scooter tra le vie della città sono diventati una costante, nonostante siano a centinaia si confondono con l'arredo urbano. Sotto gli occhi di tutti, eppur nascosti. Ed è così che anche la malavita organizzata ha fiutato l'affare, ha trovato in questo lavoro relativamente nuovo una opportunità per spostare droga, sigarette e chissà che altro, sfilando in tranquillità anche davanti alle pattuglie delle forze dell'ordine.

Spaccio e contrabbando durante il lockdown

Non si tratta dei rider veri, è bene precisarlo, che ogni giorno macinano decine di chilometri per consegnare cibo da un punto all'altro della città: quelli, con questa storia, non c'entrano nulla, così come non ci sono collegamenti con le società che gestiscono le app di prenotazione. La questione riguarda i fattorini falsi, dei millantatori in un certo senso: semplice manovalanza al servizio di piccoli gruppi criminali o clan, che scorrazzano tra i vicoli con sulle spalle un borsone termico identico a quello usato dalle startup più famose. Capita così che le forze dell'ordine, che pure hanno fiutato il sistema e hanno avviato i controlli ad hoc, ne fermino uno e, invece di lasagne, pizze o panini, trovino ben altro.

E c'è un particolare, fondamentale, che rende particolarmente redditizio lo stratagemma: i rider sono tra i pochi lavoratori che hanno libertà di muoversi durante il lockdown, che possono spostarsi senza problemi anche in zona rossa: lavorano con le attività di ristorazione, che secondo le norme anti Covid non possono più accogliere clienti ma possono continuare con le consegne a domicilio.

Finti rider arrestati

Uno dei finti rider è stato arrestato insieme a due complici nel centro di Napoli da una pattuglia dei Falchi. Gli agenti avevano notato in via Galileo Ferraris uno scooter con due persone a bordo, preceduto da una motocicletta, e avevano seguito il terzetto fino in via Foria, dove i due veicoli sono stati bloccati col supporto di altre pattuglie. Nel borsone c'erano 4 chili di hashish, diretto in qualche piazza di spaccio dove sarebbe stato diviso in dosi e venduto al dettaglio.

A Casoria i carabinieri hanno intercettato un altro finto rider, che utilizzava un borsone con logo della stessa startup di quello napoletano; in questo caso, però, trasportava delle sigarette di contrabbando. Quando i militari hanno imposto l'alt per il controllo, l'uomo, un pregiudicato di 50 anni di San Pietro a Patierno, si è fermato bruscamente e ha finto di dover effettuare una consegna. Nemmeno il quantitativo era stato scelto a caso: 45 stecche, per un peso complessivo di 9 chili, uno in meno rispetto alla soglia che dalla denuncia fa scattare l'arresto. Un altro contrabbandiere era stato fermato a settembre, nel quartiere Mercato: con il borsone pieno di stecche, riforniva le bancarelle.

L'escamotage non è chiaramente una prerogativa di Napoli: ad aprile a Firenze un finto rider di 32 anni è stato arrestato in piazza della Libertà con dieci grammi di marijuana (e in casa i poliziotti gliene hanno trovati altri 254, oltre a 20 grammi di ecstasy, 2,5 di cocaina e 6 di anfetamine); a maggio a Torino è stato arrestato un 42enne: durante l'orario di lavoro per una nota piattaforma approfittava anche per consegnare anche droga, nel contenitore del cibo aveva 178 grammi di stupefacenti tra marijuana e hashish; pochi giorni fa, infine, è stato denunciato un finto fattorino 28enne a Catania, fermato mentre consegnava una dose di stupefacente a un cliente.