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Fabio Ascione è stato ucciso per errore nella guerra tra bande di Napoli, e non avrà neanche un funerale pubblico

La Questura ha vietato i funerali pubblici per il 20enne ucciso a Ponticelli; la pallottola che ha colpito Fabio Ascione sarebbe partita accidentalmente da un gruppo delle “case di Topolino”.
A cura di Nico Falco
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Per Fabio Ascione, il 20enne ucciso a Ponticelli, non ci saranno funerali pubblici. Decisione del Questore di Napoli che, però, non dipende strettamente dalla "figura" del ragazzo: sebbene stia emergendo che il giovane fosse totalmente estraneo a dinamiche di criminalità, il contesto in cui è stato ammazzato rappresenta un rischio per l'ordine pubblico per la possibilità che possa avvenire un altro raid durante il corteo funebre. Tra le piste ritenute maggiormente verosimili dagli inquirenti, quella secondo cui il proiettile che ha centrato il giovane al petto sarebbe partito da un gruppo delle "case di Topolino", accidentalmente o comunque per uno scambio di persona.

Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo Operativo di Poggioreale, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L'antefatto, in cui Ascione non era coinvolto, sarebbe stato uno scontro che vede protagonisti due gruppi, uno di Ponticelli e l'altro del limitrofo comune di Volla, e che risale alla sera di Pasquetta, quindi a poche ore prima dell'omicidio. Ci sarebbe stata una discussione, degenerata in uno scontro a fuoco, poi i giovani di Volla avrebbero "risposto" con una irruzione a Ponticelli, nei pressi del bar Lively di via Carlo Miranda, a pochi passi dalle "case di Topolino", dove avrebbero esploso diversi colpi d'arma da fuoco. Il gruppo di Ponticelli si sarebbe quindi rifugiato nell'androne di un palazzo del complesso popolare, ritenuto la roccaforte del clan De Micco, egemone nel quartiere di Napoli Est.

E in quel momento sarebbe arrivato Fabio Ascione. Che aveva da poco finito di lavorare al Bingo di Cercola e stava tornando a casa. Si sarebbe avvicinato al gruppo, riconoscendo alcuni giovani, e a quel punto sarebbe partito il colpo che lo ha raggiunto al torace, uccidendolo. Forse perché qualcuno lo aveva scambiato per uno dei ragazzi di Volla. O forse, più probabilmente, si è trattato di un proiettile esploso per errore da chi ancora maneggiava l'arma.

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