Esplosione a Ercolano

Fabbrica di botti esplosa a Ercolano con 3 morti: chiesta conferma delle condanne per due imputati

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A cura di Nico Falco
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Aurora Esposito, la sorella Sara e Samuel Tafciu
Pasquale Punzo, condannato a 17 anni e 6 mesi in primo grado, non ha presentato appello; la sentenza prevista per fine novembre.

La Procura Generale ha chiesto la conferma delle condanne inflitte in primo grado a Vincenzo D'Angelo e Raffaele Boccia, coinvolti nella vicenda dell'esplosione della fabbrica di botti abusiva di Ercolano che, due anni fa, aveva causato la morte dei tre giovani operai in nero, le gemelle Sara e Aurora Esposito di 26 anni e il 18enne Samuel Tafciu. Il processo di secondo grado si sta tenendo davanti alla Corte di Assise di Napoli, la sentenza è prevista per il prossimo 27 novembre.

La tragedia risale al 18 novembre 2024. Dalle indagini è emerso che i tre giovani lavoravano nella fabbrica, completamente abusiva e allestita in un capannone di via Patacca, ad Ercolano (Napoli), senza alcuna misura di sicurezza e per una paga misera: ogni settimana il 18enne prendeva 250 euro, le sorelle 150 euro a testa.

D'Angelo è accusato di omicidio volontario, sotto il profilo del dolo eventuale, caporalato e fabbricazione di esplosivi: in primo grado è stato condannato a 17 anni e sei mesi di reclusione. Raffaele Boccia, invece, è accusato di detenzione della polvere pirica usata per fabbricare i botti: per lui la condanna è stata di 4 anni di reclusione. I due hanno impugnato la sentenza di primo grado.

Nel processo di secondo grado non compare tra gli imputati Pasquale Punzo, identificato come proprietario di fatto della fabbrica abusiva, anche lui accusato degli stessi reati di cui risponde D'Angelo. In primo grado, nel processo con rito abbreviato, gli sono stati inflitti 17 anni e 6 mesi di carcere e Punzo ha rinunciato all'appello ottenendo lo sconto di un sesto della pena, come previsto dalla riforma Cartabia: condanna ridotta a 14 anni e mezzo.

Il 13 novembre ci sarà l'arringa delle parti civili, assistite dagli avvocati Massimo Viscusi, Francesco Pepe, Nicoletta Verlezza, Angelo Melone, Alessandra Cassandra e Ferdinando Letizia; il 27 novembre ci saranno le arringhe degli avvocati degli imputati e la sentenza.

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