A Napoli la protesta degli autotrasportatori ora si sta giocando tutta sulla benzina

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Capo cronaca Napoli
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L’ala dura degli autotrasportatori presidia giorno e notte i depositi di Napoli Est, e chi ha provato a forzare si è ritrovato con le gomme squarciate.

Le merci piano piano tornano a muoversi, in un modo o nell'altro. Ma la chiave della protesta dell'autotrasporto che ha svuotato i supermercati e sta causando un irreale lockdown a Napoli e nel resto della Campania, non è tanto nel blocco delle autostrade bensì in quello del rifornimento della rete di distributori di carburante in Campania.

La benzina è la chiave di tutto: senza carburante è paralisi garantita. La zona di Napoli Est, quella in cui ci sono i grandi serbatoi di stoccaggio, è picchettata notte e giorno dagli autotrasportatori, da quell'ala dura della protesta, insoddisfatta anche dell'ultimo decreto del governo Meloni.

Con Fanpage parlano alcune fonti che operano nel settore, raccontano di notti di tensione estrema: i lavoratori degli stoccaggi di petroli sono pronti, scendono tutte le notti e sarebbero disposti a iniziare a lavorare già da subito. Ma di notte, spiega, «succedono le peggio cose».  Di che si tratta? Chi è davanti ai serbatoi non consente l'apertura dei cancelli né l'uscita delle autocisterne. Il messaggio rivolto agli altri autisti sarebbe del tipo: «Con le buone o con le cattive, noi stiamo protestando anche per voi, quindi dovete seguirci». Si è creata così una frattura, descritta come una guerra tra poveri, tra chi si accontenterebbe di quanto stabilito dal governo e chi invece prosegue la protesta. Chi ha provato a forzare si è trovato con gli pneumatici squarciati e – spiega la fonte a Fanpage – nemmeno un gommista a ripararli, per chiara paura di ritorsioni.

Domani, venerdì 23, la situazione non migliorerà granché. Girano voci su distributori di benzina ancora operativi: sono impianti di carburante hanno un proprio deposito annesso, di solito Gpl . Sono scorte che vengono venute a prezzo ovviamente più alto. C'è perfino un gruppo Telegram dei tanti automobilisti che si passano info sulle pompe che erogano ancora qualche litro di super.

Poi c'è il tema delle autocisterne di carburante che vengono scortate dalle forze dell'ordine. Anche stasera il prefetto di Napoli Michele Di Bari era al lavoro per pianificare la scorta ai tir. Dove vanno questi carichi di benzina? La Prefettura di competenza invia una richiesta alla compagnia petrolifera, individuando il punto vendita che per essere rifornito rientri nell'elenco Consip, al fine di garantire che il prodotto sia destinato esclusivamente a specifiche categorie ovvero Esercito; Protezione Civile; Polizia; Carabinieri; Guardia di Finanza; Servizio Sanitario Nazionale e più in generale ogni soggetto di Servizio Pubblico.

Ora il decreto aiuti del governo è arrivato, il Viminale ha gestito finora la situazione senza inasprimenti dell'ordine pubblico ma ha comunque provveduto a identificare molte persone e ulteriori indagini sono in corso da parte della Digos per verificare determinate dinamiche durante le proteste. La Procura di Napoli ha chiesto accertamenti investigativi per verificare se la criminalità sia infiltrata nelle mobilitazioni, chiaramente questa ipotesi fa fare un salto di qualità anche all'azione delle forze dell'ordine, chiamate a individuare anche eventuali «soggetti noti» all'interno dell'ala più dura della protesta.

Nelle prossime ore potrebbe scattare il blocco totale della rimozione dei rifiuti solidi urbani e il sindaco di Napoli potrebbe essere costretto ad emanare ordinanze sul rischio igienico sanitario: in questo caso le forze dell'ordine avrebbero un elemento in più per intervenire in maniera maggiormente incisiva e scongiurare un problema nel problema, ovvero la terza città d'Italia sommersa dall'immondizia.

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