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12 Settembre 2022
19:30

Perché l’uomo che ha avuto rapporti sessuali con il suo cane è stato evirato: rischiava di morire

Il paziente è stato parzialmente evirato per evitare il diffondersi dell’infezione. Le sue condizioni sono attentamente monitorate dal personale sanitario dell’ospedale di Castellammare di Stabia (Napoli).
A cura di Pierluigi Frattasi
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La storia dell'uomo cui è stato parzialmente asportato il pene causa grave patologia contratta dopo aver fatto sesso col proprio cane, era ed è inevitabilmente una di quelle vicende «ai limiti del possibile». Lecito chiedersi se in quel di Castellammare di Stabia, grosso comune costiero a Sud di Napoli, nel reparto di Chirurgica Urologica dell'ospedale San Leonardo il fatto sia avvenuto per davvero o se la storia entra di diritto nei "fattoidi", storie potenzialmente vere ma mai accadute.

Nel comprensibile riserbo che le autorità sanitarie hanno dato alla vicenda – si tratta di dati sensibili – alcuni elementi possono essere dati per certi.  E di certo c'è che ad un uomo ultracinquantenne (58 anni per la precisione) sia arrivato in ospedale con una tumefazione a pene e testicoli, che gli sia stato praticato quel tipo di intervento chirurgico e che egli stesso, dopo comprensibili reticenze, abbia ammesso attività sessuale con l'animale domestico (il disturbo si definisce zooerastia).

Cosa è successo all'uomo in ospedale a Castellammare

Non si è trattato di una vera e propria evirazione, ovvero, il 58enne, originario di Gragnano, sempre in provincia di Napoli, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, con parziale amputazione del pene, a seguito di una violenta infezione che gli ha colpito gli organi genitali. Quando è arrivato al Pronto Soccorso, secondo quanto appreso da Fanpage.it, le sue condizioni sono state giudicate subito gravi.

Da qui, la necessità di intervenire chirurgicamente, asportando parte del pene, per evitare che l'infezione potesse diffondersi ulteriormente. Si è dovuto, quindi, eliminare parte del tessuto infetto. Ed è stato applicato un catetere percutaneo.

Ancora da chiarire il tipo di batterio che potrebbe aver intaccato i tessuti. Inizialmente si era ipotizzato che potesse trattarsi di una gangrena di Fournier, una sindrome molto rara che colpisce solo 600 persone nel mondo ogni 10 anni, ma non si esclude che possa essersi trattato anche di una variante o di un altro batterio.

Dopo l'intervento chirurgico, l'uomo ha lasciato il Pronto Soccorso per essere ricoverato nel reparto di Urologia, dove le sue condizioni sono attentamente monitorate dal personale medico-infermieristico.

L'ipotesi: zooerastia, disturbo sessuale

Sembra, invece, più chiara l'origine dell'infezione. Il paziente avrebbe ammesso, rispondendo alle domande di rito del personale medico, di aver avuto rapporti sessuali con il suo cane. Da qui, sarebbe scaturita poi la grave infezione che ha provocato una necrosi dei tessuti.

Il paziente attualmente è seguito dall'equipe di Urologia del San Leonardo, che ha approntato per lui uno specifico trattamento sanitario. Nei suoi confronti, però, potrebbe scattare una denuncia per zooerastia, per la presunta violenza perpetrata nei confronti dell'animale anche se, a quanto apprende Fanpage.it, non vi sono procedimenti del genere in corso.

Un dossier della Lav, Lega Anti Vivisezione, intitolato «Crimini sessuali contro gli animali caratteristiche, comportamento e profili di politica criminale», documenta il fenomeno, ricordando che secondo il  DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, la zooerastia tra inclusa fra i «Disturbi parafiliaci con altra specificazione».

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