Troppi contagi a Torre Annunziata, e il sindaco Vincenzo Ascione corre ai ripari: la città torna a blindarsi in una sorta di mini-lockdown fino al 15 marzo. Già pubblicata un'ordinanza che, di fatto, restringe ulteriormente le libertà cittadine, ma misura ritenuta necessaria visto l'aumento dei contagi nella città oplontina. Solo nelle ultime 24 ore, sono stati 40 i nuovi di contagio da Coronavirus su 337 tamponi analizzati, con un tasso di positività che sale così all'11,86%, in crescita di pari passo con la media regionale (12,96%) ed entrambe nettamente più alte della media nazionale (circa il 7%).

Sono così 793 i cittadini di Torre Annunziata positivi al Coronavirus, di cui 41 con la variante inglese. In totale, sono stati 3.534 i casi positivi da inizio pandemia, con 56 morti e 2.685 guarigioni. Troppi per non correre ai ripari, soprattutto per la variante inglese. E così è arrivata l'ordinanza del sindaco Vincenzo Ascione (disponibile integralmente qui), che in pratica chiude al pubblico le principali strade cittadine e la villa comunale, restringe ulteriormente le regole per gli esercizi commerciali aperti, oltre a ribadire l'obbligo della misurazione della temperatura e le mascherine obbligatorie in tutto il territorio comunale, sia al chiuso sia all'aperto. Questo il riepilogo delle misure annunciate da Ascione:

  • dalle ore 11 alle ore 22, chiusura al pubblico delle seguenti strade/centri urbani (fatta salva la possibilità di attraversamento e di accesso ad esercizi commerciali, abitazioni private e studi professionali, ma con divieto assoluto di stazionamento): via Caravelli, via Fusco, via Alfani, corso Umberto I, piazzale Kennedy; via G. Marconi e viale C. Colombo, nel tratto di strada compreso tra largo L. Manzo e lo spazio antistante l’ex stabilimento balneare “Santa Lucia”; Villa Comunale;
  • apertura al pubblico di Villa del Parnaso, dalle ore 7,30 alle ore 14 e dalle ore 15,30 alle ore 20,30, unicamente per l’attraversamento con il divieto assoluto di stazionamento;
  • agli esercizi commerciali al dettaglio, di cui è consentita l’apertura, e a tutti gli uffici pubblici e privati, di attenersi al rigoroso rispetto dei protocolli ministeriali vigenti in materia di igiene dei locali e sanificazione continua e costante degli stessi, mettendo a disposizione degli avventori idonee soluzioni idro-alcoliche per le mani prima dell’accesso all’esercizio, e prevedere misure di ingresso contingentate o su prenotazione assicurando che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni;
  • nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali, sia esposto all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti;
  • su tutto il territorio comunale, sia fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale di cui all’art. 16 del decreto legge n. 18/2020 (cd. “d.p.i. delle vie respiratorie”) nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico del territorio comunale, contestualmente ad una puntuale disinfezione delle mani. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto di 6 anni, nonché i soggetti affetti da forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina. In tali ultimi casi, laddove possibile, ne è comunque raccomandato l’utilizzo sotto stretta sorveglianza dei soggetti all’uopo titolati. In ogni attività sociale esterna deve comunque essere mantenuta la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro;
  • la rilevazione, mediante idonee strumentazioni, a cura dei gestori di ipermercati, supermercati, discount di alimentari e farmacie, della temperatura corporea dei clienti, oltre che del personale, prima del loro accesso. A seguito del rilievo di temperatura corporea uguale o superiore a 37,5°, si fa obbligo di inibire l’accesso all’attività, con invito a ritornare alla propria abitazione e limitare al massimo i contatti sociali e contattare il proprio medico curante;
  • ai conducenti di taxi collettivi di non trasportare più di tre passeggeri.