Durante i 17 giorni di allerta calore a Napoli a luglio sono aumentati del 9% i decessi tra gli anziani
Il rapporto mensile del Piano nazionale di prevenzione degli effetti delle ondate di calore conta, per Napoli, 17 giornate di allerta su 31 nel mese di luglio: 4 di livello massimo (bollino rosso), il 1°, il 19, il 20 e il 21; 4 di livello arancione, tra il 17 e il 18 e tra il 30 e il 31; e 9 di livello giallo, distribuite tra il 2 e il 3, tra il 13 e il 16, il 22, il 28 e il 29. Più della metà del mese, quindi, è trascorsa sotto una qualche forma di allerta calore, dentro due ondate distinte, la prima a metà luglio, la seconda partita il 26 e ancora in corso nei primi giorni di agosto.
È proprio nei giorni di allerta rossa, e in quelli immediatamente successivi, che il rapporto registra l'effetto più concreto sulla salute degli anziani napoletani. Tra il 16 e il 21 luglio, la finestra che il Dipartimento di Epidemiologia del Lazio per il Ministero della Salute individua come periodo dell'ondata di calore vera e propria, i decessi osservati tra gli ultra 65enni sono stati 142 contro i 130 attesi in base alla media storica: un aumento del 9%.
Il documento inserisce Napoli tra le città dove si sono registrati picchi di mortalità in coincidenza, o con qualche giorno di ritardo, rispetto ai momenti più caldi del mese. Lo stesso pattern compare anche a Giugliano, grosso centro del Napoletano, con un eccesso di mortalità mensile dell'8%, e a Salerno, che pur chiudendo il mese con un dato medio migliore dell'atteso mostra comunque picchi isolati legati alle giornate più roventi.
A livello nazionale, il rapporto conferma che il prezzo più alto del caldo estremo lo pagano gli ultra 85enni, con un eccesso di mortalità dell'8% in tutta Italia. Un quadro che riguarda da vicino anche Napoli, dove le 17 giornate di allerta di luglio non sono passate senza conseguenze sulla popolazione più fragile.