Il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa ha di fatto – senza mai citare il caso specifico – bocciato tutta la questione del contratto preliminare per un possibile, futuro acquisto del vaccino russo Sputnik V contro la Covid-19 da parte della Regione Campania. Rispondendo ad una domanda dei giornalisti sul vaccino russo e su accordi dei governatori per acquistarlo, il premier ha spiegato: «Mi riservo di esaminare la parte giuridica di questi contratti. Noi dobbiamo sempre cercare il coordinamento europeo».

Il discorso di Draghi riprende in parte le parole pronunciate poche ore prima dalla presidente della Unione Europea Ursula von der Leyen: «Starei attento a fare questi contratti. C'è in gioco la salute degli individui. Dobbiamo sempre cercare il coordinamento europeo, poi se non c'è una soluzione, cercheremo un'altra strada. Ma farei attenzione a siglare questi contratti». La questione è anche di tempi e possibilità di produzione. Sputnik al momento non ha nemmeno presentato domanda all'ente di farmacovigilanza europeo Ema.

Ha detto poi Draghi, parlando dei tempi di produzione:

Ieri la presidente della commissione ha messo in luce come, da un'indagine fatta dalla commissione parlando col fondo d'investimento russo, possono produrre massimo 55 milioni di dosi, di cui il 40% in Russia e il resto all'estero. E' vaccino in due dosi, a differenza di Johnson & Johnson, e all'Ema non è stata ancora presentata formale domanda su questo ma sta facendo review delle varie componenti e non si prevede che l'Ema si pronunci prima di tre o quattro mesi. Se va bene il vaccino sarebbe disponibile nella seconda parte dell'anno.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza ha poi ribadito quanto dichiarato dal premier

Per noi è indispensabile che le agenzie regolatorie possano garantire che un vaccino messo in commercio è efficace e sicuro al di là della nazionalità degli scienziati che hanno lavorato a questo vaccino. Quindi, aspettiamo che l'Ema svolga il suo processo autorizzatorio e poi che anche l'Aifa faccia la stessa cosa.

Oggi la Regione Campania ha reso noto di aver stipulato una sorta di pre-accordo con un operatore economico accreditato presso il fondo russo che gestisce il vaccino Sputnik V. In sintesi la Campania sostiene di aver "prelazionato" dosi di vaccino, il cui arrivo in Europa e quindi anche in Italia, è subordinato all'approvazione degli enti di farmacovigilanza europeo e italiano (Ema e Aifa).