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Donna trans rifiuta il ricovero in reparto maschile, interviene la Regione Campania

L’episodio all’ospedale di Salerno: interviene la Regione Campania di Roberto Fico. Le scuse dell’ospedale e il trasferimento della donna in un reparto consono.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Iolando con Loredana Rossi (Associazione Trans Napoli). Foto: Antinoo Arcigay Napoli
Iolando con Loredana Rossi (Associazione Trans Napoli). Foto: Antinoo Arcigay Napoli

Sei giorni al Pronto Soccorso, dopo aver rifiutato il ricovero in un reparto maschile dell'ospedale San Giovanni Di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno: è accaduto a Iolanda, donna trans che si è rivolta così all'associazione Antinoo Arcigay Napoli. Alla fine è intervenuta la Regione Campania di Roberto Fico: per Iolanda, le scuse dell'ospedale ed il trasferimento in un reparto consono.

"La motivazione della struttura ospedaliera era che Iolanda è biologicamente un uomo e non può essere ricoverato nei reparti femminili", spiegano da Antinoo, "Di fronte a una sistemazione inaccettabile e lesiva della propria dignità, Iolanda, nonostante le precarie condizioni di salute, si è vista costretta a rifiutare il ricovero e ad abbandonare l’ospedale". Secondo l'associazione, infatti, l'ospedale si sarebbe opposto al trasferimento della donna in un reparto consono. Poi in serata "grazie all’intervento diretto del presidente della Regione Campania Roberto Fico, coadiuvato dagli assessori Pecoraro e Morniroli", spiegano ancora da Arcigay, la svolta: "La Direzione sanitaria del Ruggi si è attivata prontamente, porgendo le proprie scuse ufficiali a Iolanda per quanto subito e provvedendo a una sistemazione dignitosa e consona alla sua identità di genere e alla sua persona".

Il presidente Roberto Fico ha infine dato la propria disponibilità "ad attivarsi immediatamente per la stesura di linee guida specifiche, strumenti necessari per dotare le strutture sanitarie di protocolli adeguati", con l'obiettivo che "simili episodi di discriminazione non si verifichino mai più e che venga data assoluta precedenza al diritto alla salute, nel pieno rispetto della dignità di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, senza distinzione alcuna", conclude l'associazione.

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