Infornata di "staffisti" a tempo determinato nella giunta regionale di Vincenzo De Luca. Con delibera regionale 485 del 3 novembre scorso, il governatore neo-eletto ha autorizzato il reclutamento di 7 funzionari e 5 istruttori amministrativi esterni che saranno impegnati nelle segreterie particolari e negli uffici di diretta collaborazione del presidente della Regione e degli assessori. Si tratta di incarichi di "natura fiduciaria", come scritto in delibera, la cui "specializzazione viene valutata dagli organi di indirizzo politico, tenendo comunque conto dei requisiti generali e dei titoli di studio previsti per l’accesso dall’esterno".

La Cisl Fp: "Cresce l'harem di De Luca"

A segnalare il caso, è la Cisl Funzione Pubblica che parla in una nota dell' «L'harem' di De Luca». Lo staff si arricchisce di altri 12 dipendenti che con una Delibera di Giunta Regionale, la numero 485, del 3-11-20, vengono assunti a tempo determinato. «In un momento in cui gli uffici pubblici sono al collasso per mancanza di personale e ci si avvia verso uno sciopero nazionale, gli Uffici di Diretta Collaborazione con il Presidente della Regione Campania che ad oggi contano ben 177 unità si arricchiscono di personale esterno – spiega Lorenzo Medici segretario regionale Cisl Fp Napoli – per dare un parametro delle persone ‘a disposizione’ del Presidente basta pensare che invece tutta la Direzione Generale delle Risorse Umane ne conta 117».

L'infornata dei 12 staffisti parte dal presupposto «di maggiori spazi assunzionali per l'anno 2020 rispetto a quella indicata nella tabella allegata sub 2 alla D.G.R. 225/2020″. Il tutto, è precisato però in delibera, avviene "nel rispetto del principio della riduzione complessiva del personale e che le risorse economiche destinate al reclutamento di personale trovano copertura nel Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2020-2022».

"Servono procedure chiare"

«Negli anni passati – spiega Medici – abbiamo dovuto battagliare sul numero di persone assegnate agli Udcp perché sproporzionato rispetto ai reali bisogni dell’Ente – spiega ancora Medici – Invece con la delibera che ha assunto a tempo determinato 12 unità esterne all’amministrazione con contratto stipulato direttamente dagli Udcp si è passato il limite».

La richiesta del sindacato confederale è quella di «procedure chiare e concrete per la tutela di tutti i dipendenti regionali e non di persone esterne, ma anche semplificazioni che possano consentire una crescita dei lavoratori. Questi posti assegnati concorrono al tetto della spesa del personale impedendo di conseguenza molte azioni, come la possibilità di assegnare fondi a borsisti e la difficoltà di applicazione delle progressioni verticali. L’utilizzo in Regione di collaborazioni sottrarrebbe risorse per l’applicazione del contratto nazionale di lavoro spesso contrastato alla Conferenza Stato-Regioni per avere mano libera. Non dobbiamo dimenticare che molte direzioni generali lavorano da tempo in affanno, che i dipendenti sono poco tutelati e che lavorando in remoto si sono caricati sulle spalle non solo i compiti a loro assegnati ma anche molte altre attività ormai scoperte per mancanza di personale li dove davvero occorre».