19 Settembre 2021
16:51

C’è un picco di diossine nell’aria dopo l’incendio di Teverola-Carinaro (Caserta)

C’è un evidente aumento della concentrazione di diossine e furani nell’atmosfera dopo il grosso incendio di materiale plastico avvenuto alcuni giorni fa nell’area industriale tra Carinaro e Teverola, in provincia di Caserta. I dati sono emersi dal campionamento dell’Agenzia regionale di protezione ambientale in Campania.
A cura di Ciro Pellegrino

L'aria in provincia di Caserta, in quella zona che tristemente già definiamo da anni Terra dei Fuochi è ulteriormente inquinata da 3 giorni a questa parte. Motivo? Il grosso incendio di materiale plastico, divampato lo scorso 16 settembre in un sito di produzione di componenti per automobili all’interno della zona Asi di Teverola-Carinaro.

I primi risultati del monitoraggio delle diossine disperse in atmosfera disposto dall'Arpac, l'agenzia regionale di protezione ambientale, non sono affatto buoni. Ecco cosa dice:

Gli esiti analitici, relativi a un periodo di campionamento di 24 ore tra il 16 e il 17 settembre, riportano un valore di concentrazione di diossine e furani (PCDD-PCDF) in aria campionata pari a 2,46 pg/Nm3 I-TEQ (picogrammi per normal metro cubo in termini di Tef, tossicità totale equivalente).

Cosa sono le diossine i furani

Diossine e furani  (insieme ad un'altra classe di inquinanti, i policlorobifenili) sono gli incubi dell'ambiente. Fanno parte delle classi di inquinanti organici persistenti riconosciute a livello internazionale. Sono riconosciuti come tossici sia per l’ambiente che per l’uomo. Le diossine e i furani sono sostanze pericolose perché hanno una struttura chimica stabile ed una considerevole vita media e possono determinare un inquinamento cronico.

La situazione nel Casertano dopo l'incendio

Le concentrazioni disperse nell'aria a causa dell'incendio di qualche giorno fa sono notevoli. Come si fa a capirlo? Pur non essendoci limiti di riferimento imposti dalla legislazione per la concentrazione di diossine in aria ambiente, l'Agenzia regionale campana prende quale valore di riferimento quello correntemente utilizzato dalla comunità scientifica, ovvero  quello proposto dalla Germania e specificamente dal comitato dei Lander per il controllo delle emissioni (Länderausschuss für Immissionsschutz).

Il limite di riferimento tedesco è pari a 0,15 pg/Nmc. La concentrazione riscontrata nel campionamento dopo l'incendio del 16-17 settembre è pari a 2,46 pg/Nmc. Risulta dunque di gran lunga «superiore al suddetto limite di riferimento».

L'Arpa Campania spiega che il campionatore è stato posto a circa 200 metri del sito dell’incendio, in direzione nord-est, direzione prevalente dei fumi al momento dell’intervento dell’Agenzia intorno alle ore 16 del 16 settembre:

Il monitoraggio è ancora in corso e gli ulteriori risultati, utili per seguire nel tempo l’andamento delle concentrazioni di diossine e furani, verranno diffusi non appena disponibili. Nell’area di possibile ricaduta degli inquinanti riscontrati, verranno effettuati prelievi di terreno (top soil) per misurare le eventuali concentrazioni di tali inquinanti al suolo.

Un set di ulteriori parametri relativi alla qualità dell’aria nel territorio interessato dall’evento è disponibile grazie alle stazioni di monitoraggio della rete gestita dall’Agenzia, tra cui quelle presenti nei territori comunali, rispettivamente, di Teverola, Santa Maria Capua Vetere, Marcianise e Aversa. In base ai dati al momento elaborati, dice Arpac «non si riscontrano significative criticità nelle concentrazioni degli inquinanti, chiaramente riconducibili all’incendio» Anche in questo ambito l’Agenzia sta conducendo ulteriori approfondimenti, i cui risultati verranno diffusi non appena disponibili.

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