Lo hanno pestato perché si è intromesso, perché invece di abbassare lo sguardo si è fatto avanti e ha chiesto loro di smetterla di importunare un ragazzino più piccolo e più gracile di loro. E, poco dopo, sono tornati e lo hanno picchiato di nuovo. Il tutto è avvenuto davanti alla scuola, una delle più grandi e frequentate di Bagnoli, quartiere della periferia ovest di Napoli. Le indagini sono affidate ai poliziotti del commissariato locale, uno dei due bulli è stato già individuato mentre proseguono gli accertamenti per risalire all'identità dell'altro, che sarebbe di qualche anno più grande.

L'episodio risale alla fine di gennaio, sulla vicenda è al lavoro la Procura dei Minorenni vista la giovane età dei coinvolti. Stando a quanto ricostruito dagli agenti, tutto sarebbe partito da un episodio di bullismo: due giovani, che non frequentano quella scuola, avrebbero preso di mira uno studente con insulti e spintoni davanti all'istituto. A quel punto l'altro ragazzo si sarebbe avvicinato alla coppia di bulli e avrebbe chiesto loro di smetterla; in tutta risposta sarebbe stato aggredito violentemente e, pochi minuti dopo, sarebbe stato picchiato nuovamente. Il pestaggio è avvenuto davanti a numerosi studenti che in quei minuti stavano uscendo dalla scuola. Medicato in ospedale, il giovane ha avuto una prognosi di una settimana ma non ha riportato danni permanenti. Nei giorni scorsi i poliziotti hanno individuato uno dei due responsabili del pestaggio.

L'aggressione avvenuta a Bagnoli ricorda molto quello che è successivamente avvenuto a Pianura, quartiere poco distante da Bagnoli, dove un ragazzino di 13 anni è stato picchiato davanti alla scuola Ferdinando Russo da sette coetanei. In quel caso c'era stato un precedente: la settimana prima la vittima era stata picchiata dallo stesso gruppetto perché, hanno ricostruito i carabinieri, mentre stava giocando a calcio con loro in strada aveva sorriso nel sentire uno di loro pronunciare in modo sbagliato il cognome di un altro. I ragazzi responsabili di quel pestaggio sono stati individuati dai militari e segnalati all'autorità giudiziaria.