Demolito “Fortapasc” a Torre Annunziata, la torre della camorra di Palazzo Fienga non esiste più

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Abbattuta la torre di Palazzo Fienga a Torre Annunziata
Abbattuta la torre di Palazzo Fienga a Torre Annunziata: era il simbolo della camorra di “Fortapasc” contro cui combatteva Giancarlo Siani.

La torre di Palazzo Fienga a Torre Annunziata non esiste più. Il "Fortapasc" del Clan Gionta, simbolo della camorra e delle inchieste di Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso nel 1985, è stato raso al suolo. L'area verrà interamente riqualificata e trasformata in un parco pubblico attrezzato e in uno spazio polifunzionale vivibile, situato nel cuore di un quartiere che attualmente si presenta privo di aree verdi e di contesti aggregativi, offrendo alle nuove generazioni spazi di crescita sani, sicuri e improntati alla cultura della legalità. La demolizione è durata 4 mesi. Era iniziata lo scorso 5 maggio. A tagliare il nastro del cantiere due ministri, Matteo Piantedosi (Interno) e Matteo Salvini (Trasporti), il procuratore nazionale Antimafia, Giovanni Melillo e tutte le autorità cittadine.

Il martello delle ruspe oltre ai muri del palazzo, però, ha picconato anche quelli delle istituzioni locali. L'abbattimento, atteso da 40 anni, è stato accompagnato da una bufera istituzionale, con le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo, dopo le parole del Procuratore Capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che in conferenza stampa aveva denunciato "illegalità" nell'amministrazione comunale. Il primo cittadino poche ore dopo aveva commentato: "Parole gravi e ingiuste" e si era tolto la fascia tricolore in segno di protesta. Il Comune è stato poi sciolto per infiltrazioni all'inizio di giugno. Cuccurullo ha espresso amarezza.

Abbattuta la Torre di Palazzo Fienga

Oggi è stata demolita la torre di Palazzo Fienga. L'enorme struttura dominava la cittadina oplontina ed era assurta nel corso dei decenni a simboli del potere della camorra dei Gionta. Tanto da ispirare il titolo del famoso film di Marco Risi sulla morte di Siani. Il Palazzo, che deve il nome Fienga ad una famiglia di industriali, nel corso degli anni era stato confiscato alla criminalità organizzata, storico fortino del locale clan camorristico. Le procedure erano state avviate il 9 aprile scorso.

Oggi è venuta giù la torre, "step cruciale – secondo la Prefettura di Napoli, guidata dal Prefetto Michele Di Bari – dell’intervento programmato, si è svolta, ad opera del 21^ Reggimento Genio Guastatori della brigata Garibaldi dell’Esercito Italiano, nel totale rispetto del cronoprogramma temporale della demolizione dell’intero compendio immobiliare, predisposto dalla Struttura tecnica per la progettazione dell’Agenzia del Demanio, coordinato ed attuato, con procedure straordinarie, derogatorie e speditive, dal Commissario, Prefetto Giuseppe Priolo, insediatosi il 27 gennaio scorso".

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Un momento della demolizione di Palazzo Fienga

Il Prefetto di Napoli ha ringraziato "tutti coloro che hanno partecipato e dato impulso al progetto, il Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, i Procuratori della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri e di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, il Commissario straordinario Giuseppe Priolo nonché il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Maria Rosaria Laganà, il Direttore dell’Agenzia del Demanio, il Provveditore alle Opere Pubbliche, le Forze dell’ordine e il Genio Militare, 21° Genio Guastatori al Comando del Colonnello Romano Ventura, che ha svolto un’azione determinante superando con non comune professionalità e spirito di sacrificio le molteplici difficoltà di ordine, ambientale, tecnico e strutturale". Il rappresentante di Governo

Il Prefetto Michele di Bari ha sottolineato "il profondo valore simbolico dell’iniziativa che non si configura soltanto come un intervento urbanistico, ma sancisce in modo inequivocabile il ripristino della legalità sul territorio, assurgendo a emblema della vittoria dello Stato contro il potere della camorra".

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