Luigi De Magistris urlò in un comizio a Matteo Renzi «ti devi cagare sotto»: correva l'anno 2016, Renzi era allora Presidente del Consiglio e leader del Partito Democratico e De Magistris sindaco di Napoli con un forte radicamento a sinistra, nei centri sociali soprattutto. Sembra passato un secolo: oggi De Magistris è un personaggio in cerca d'autore, sindaco agli sgoccioli e candidato presidente della Regione Calabria; Renzi è l'uomo delle scissioni e dei tradimenti: fuoriuscito dal Partito Democratico, fondatore della piccola formazione politica Italia Viva  e oggi protagonista della crisi del governo Conte bis e considerato da tutti il "traditore" dell'attuale assetto dell'esecutivo in tempi difficili, di pandemia e di gestione dei fondi europei.

Oggi, 3 febbraio, il sindaco uscente parla della situazione politica nazionale e rispolvera gli attacchi al suo ex rivale:

Matteo Renzi ha raggiunto il suo obiettivo: fare fuori politicamente Giuseppe Conte. Un obiettivo che a tratti assumeva anche i caratteri di un obiettivo anche personale. In queste cose Renzi si appassiona ricordiamo il campanellino ‘Stai sereno' ad Enrico Letta. Oggi tutti si stanno rendendo conto di chi è Renzi e sono gli stessi che quando circa 6 anni da Napoli mettevamo a nudo quel presidente del Consiglio nel suo modo di fare politica venivamo duramente attaccati. Noi avevamo ragione: è una piccola soddisfazione

De Magistris immagina, nel suo quadro politico che oggi Draghi – non si capisce bene come – rafforzi la candidatura di Alessandra Clemente a sindaco di Napoli per conto di Dema. «Sono contento di non appartenere a partiti che si stanno rendendo protagonisti di un'immagine che non è all'altezza della sfida che il Paese dovrebbe vivere. Noi e Alessandra dobbiamo continuare a fare quell'azione di risolvere i problemi, di affrontare le tante questioni amministrative, dobbiamo parlare alla gente e mostrare la nostra coerenza e credibilità» Infine, un passaggio sulla sua ‘fuga' in Calabria, dove cerca di competere alle prossime Elezioni Regionali: «Sono impegnato a costruire un laboratorio politico che si tiene ben lontano da alleanze che poi mostrano tutta la fragilità nel rapporto tra Pd, M5s, Italia Viva e altri pezzi di gruppo Misto».