Covid 19
15 Marzo 2022
17:21

Covid, Omicron 2 sale al 25% in Campania: un caso su quattro è della nuova sottovariante

I dati sul sequenziamento del Coronavirus del laboratorio del Cotugno di Napoli: “Sottovariante Omicron 2 al 25%, ma non è più pericolosa della Omicron”
Intervista a Dott. Luigi Atripaldi
laboratorio sequenziamento genetico Ospedale Cotugno di Napoli
A cura di Pierluigi Frattasi
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In Campania la variante Covid19 Omicron 2 sale al 25%. Ogni nuovo caso su quattro, insomma, appartiene alla nuova sotto-variante BA.2 del Coronavirus, che però al momento non desterebbe particolari preoccupazioni per gli esperti, dal punto di vista della contagiosità e della pericolosità, rispetto alla Omicron base. È quanto emerge dagli ultimi dati del sequenziamento genetico dei tamponi di Covid19 eseguiti all'interno dell'Ospedale Cotugno di Napoli, dal laboratorio diretto dal dottor Luigi Atripaldi, che a Fanpage.it dice: “Dagli ultimi sequenziamenti abbiamo rilevato una presenza di sotto-variante Omicron 2 al 25%. Mentre resta ancora prevalente la Omicron. Aspettiamo il sequenziamento sulla prossima attività di sorveglianza sanitaria sui dati di tutta la regione per fare una valutazione. Ad oggi abbiamo sequenziato solo i dati interni del Cotugno”.

Ieri il governatore Vincenzo De Luca aveva rinnovato l'invito ai cittadini campani a continuare ad usare la mascherina come forma di protezione contro il Coronavirus. "Dobbiamo fare attenzione perché sono già 3-4 giorni che registriamo un aumento di ingressi nelle terapie intensive – ha affermato il governatore – Abbiamo la riapertura  delle attività economiche e culturali come è giusto che sia e questo determina un rimescolamento della società. Bisogna essere prudenti per poter aprire tutto, perché se prendiamo decisioni a metà ricreiamo i problemi, quindi no angoscia ma l'uso della mascherina deve essere ritenuto importante".

Dottore, il tasso di positività in Campania è risalito al 18%, secondo gli ultimi dati dell'Unità di Crisi, quali possono essere le motivazioni?

Il tasso sta risalendo perché, probabilmente, c'è più libertà e sono cadute molte restrizioni. Dall'inizio di marzo sono tornate abitudini pre-covid. L'attenzione si è allentata. Ma non credo che al momento l'aumento dei contagi dipenda dalla nuova sottovariante. L'Omicron, che è ancora prevalente, c'era già a dicembre. In altri Paesi pare che ci sia un ritorno della Delta, o meglio di virus che hanno ricombinato Delta e Omicron. In Campania non assistiamo a questo fenomeno. È chiaro che oggi, con la globalizzazione, quando si registra un aumento di contagi in un altro Paese, poi bisogna farci i conti anche in Italia.

La sottovariante Omicron 2 è più pericolosa o contagiosa?

Non abbiamo dati che vanno in questo senso. Al momento non risultano grosse differenze con l'Omicron. Anche se i casi di sottovariante Omicron 2 stanno aumentando. Prima erano pochissimi casi, adesso sono al 25%.

I ricoveri in terapia intensiva stanno aumentando, perché?

Abbiamo ricoverati in terapia intensiva con Omicron e pochi casi di Omicron 2. Ma è normale che nel momento in cui aumentano i contagi, e in presenza di soggetti con comorbidità – cioè con altre patologie (ndr) – ci sia anche un aumento dei ricoveri in terapia intensiva, perché alcuni contagiati hanno anche altre criticità. Quando siamo in presenza di soggetti senza patologie, l'infezione Covid dura pochi giorni. È chiaro che l'aumento dei contagi ha dei risvolti sul sistema sanitario perché aumenta la pressione su ospedali e Pronto Soccorso.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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