Erano stati acquistati nel grande appalto per la costruzione degli ospedali prefabbricati da 18 milioni di euro, i 72 ventilatori polmonari che sarebbero dovuti servire nei reparti di terapia intensiva delle strutture e che ancora oggi non sono mai stati collaudati. La vicenda emerge da un carteggio tra la Asl Napoli 1 e la Hospital Consulting, l'azienda incaricata di svolgere i collaudi delle apparecchiature elettro medicali, prima di essere utilizzate sui pazienti. Pertanto i 72 ventilatori per ora non possono essere usati, proprio mentre il numero dei contagi per il Coronavirus in Campania sta aumentando pericolosamente per ammissione dello stesso governatore Vincenzo De Luca

Interfaccia in tedesco, segnali di allarme e apparecchiature non conformi

Sono 3 le lettere che la Hospital Consulting invia alla Asl Napoli 1 nel mese di settembre e che ripercorrono la vicenda dei 72 ventilatori polmonari. Nella prima, datata 8 settembre, a scrivere è la responsabile della HC spa Rosaria Sorrentino che invia una missiva al DEC dell'appalto del Covid Center dell'Ospedale del Mare, il dirigente della Asl Napoli 1 Antonio Bruno. La missiva spiega che il disimballaggio dei materiali è avvenuto il 4 settembre, a ben 5 mesi di distanza dall'apertura del Covid Center dell'Ospedale del Mare presentato come fiore all'occhiello della gestione dell'emergenza Covid in Campania. Dopo 5 mesi, i ventilatori polmonari erano ancora chiusi negli scatoli e non erano stati nemmeno aperti. La HC segnala innanzitutto che si tratta di apparecchiature diverse da quelle indicate nell'ordine n°92 del 1/04/2020 Soresa, ovvero uno degli ordini di acquisto per le apparecchiature della struttura prefabbricata. In particolar modo i 72 ventilatori del tipo Aenmed VG70 sono dotati di deumidificatori diversi da quelli segnalati nell'ordine, per tanto non c'è rispondenza tra quello che doveva essere acquistato e pagato e quello che realmente è arrivato alla Asl Napoli 1. Ma soprattutto l'azienda scrive che i ventilatori polmonari hanno interfaccia solo in tedesco, pertanto è impossibile effettuare i collaudi ai sensi della legge 81/08. Il 14 settembre una nuova lettera della Hospital Consulting alla Asl Napoli 1, riferisce in merito alle verifiche di sicurezza elettriche, uno dei 72 ventilatori risulta non a norma:

L'apparecchio non rispetta i limiti previsti dalle norme tecniche di settore, dalla verifica della resistenza del conduttore di protezione, i valori sono risultati al di sopra dei limiti imposti dalle normative di settore

Lo scrive la Hospital Consulting, pertanto l'esito del collaudo è negativo. Ma la circostanza più clamoroso viene svelata nella lettera del 15 settembre inviata sempre dalla HC all'Asl Napoli 1. L'ingegnere Sorrentino racconta che nonostante sia stata impostata la lingua italiana sulle apparecchiature, una volta messi in funzione sul display dei ventilatori polmonari compare un messaggio di allarme generico in lingua tedesca. A quel punto l'azienda chiede chiarimenti all'Asl su come procedere.

La lunga scia di disastri degli ospedali prefabbricati

I 72 ventilatori polmonari, ancora oggi non collaudati e parzialmente non conformi all'ordine di acquisto, erano stati commissionati alla MED, l'azienda vincitrice del mega appalto per costruzione degli ospedali prefabbricati Covid voluti da Vincenzo De Luca. A 5 mesi dall'acquisto non hanno ancora superato il collaudo, mentre nel Covid Center dell'Ospedale del Mare in tutti questi mesi si sono svolte altre attività rispetto a quelle previste dall'appalto. Gli stessi lavori di costruzione della struttura, come mostrato da Fanpage.it, erano stati avviati dalle ditte prima ancora che le stesse fossero state contattate dalla Asl Napoli 1 e che le procedure di assegnazione dell'appalto fossero state avviate. Intanto restano drammaticamente chiusi gli ospedali prefabbricati di Caserta e Salerno, anche questi mai collaudati e mai entrati in funzione. Circostanze queste che sono state al centro dell'inchiesta di Fanpage.it sugli appalti per la gestione dell'emergenza Covid e che hanno portato all'indagine della Procura della Repubblica di Napoli, che ad oggi vede indagati il direttore dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, il consigliere regionale Luca Cascone, il presidente di SORESA Corrado Cuccurullo, la dirigente del gabinetto di Vincenzo De Luca, Roberta Santaniello e il direttore dell'Istituto Zooprofilattico Antonio Limone.

Di certo l'impossibilità di usare i 72 ventilatori polmonari in un momento in cui la Campania fa registrare il record di contagi da Coronavirus in Italia è una circostanza quanto mai drammatica. La questione sarà oggetto di un nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Napoli presentato da Marcello Taglialatela, che ha ricevuto i documenti in forma anonima e che ha già consegnato in Procura altri 6 esposti sulla gestione degli appalti per l'emergenza Coronavirus in Campania. Sullo sfondo resta da capire con quali attrezzature realmente a disposizione si sia affrontata fino ad ora l'emergenza Covid, se i 72 ventilatori polmonari il cui acquisto era stato commissionato ad aprile sono stati tolti dagli scatoli solo il 4 settembre ?

I DOCUMENTI SUI VENTILATORI POLMONARI