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La Campania da domani, venerdì 16 aprile, potrebbe tornare in zona arancione Covid, dopo oltre un mese e mezzo in zona rossa. Tutto dipenderà dai dati del monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità con le cosiddette "tabelline", ovvero i valori dell'Rt Covid-19 e i dati dell'incidenza del contagio regione per regione. Cosa cambierebbe per le scuole se la Campania dovesse diventare arancione?

In zona arancione seconda e terza media tornano in classe, le novità per le superiori

Il Dpcm del Governo Draghi prevede che fino al 30 aprile 2021 in Zona Arancione Covid le scuole sono aperte fino alla terza media con le lezioni in presenza, a differenza della zona rossa dove solo gli alunni di prima media possono frequentare le lezioni in classe e seconda e terza media sono in DaD (didattica a distanza).

Altra novità riguarda le scuole superiori (licei, istituti tecnici, e altro): mentre in zona rossa le lezioni si svolgono a distanza, con la zona arancione invece almeno il 50 per cento della popolazione studentesca, e fino a un massimo del 75 per cento, deve svolgere lezioni in presenza.

Obbligatorio indossare la mascherina in classe, salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili.

Le regole per le scuole in Campania zona arancione

In zona arancione, fino al 30 aprile, è assicurato lo svolgimento in presenza in classe:

  • dei servizi educativi per l'infanzia (nidi e micronidi, sezioni primavera e servizi integrativi quali spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare comunque denominati e gestiti);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia (materna);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola primaria (elementari);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola secondaria di primo grado (scuole medie).
  • Nello stesso periodo, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici etc.) garantiscono l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca, mentre la restante parte si avvale della didattica a distanza.
  • Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.