Corruzione ai concorsi per le forze armate, finti tamponi negativi Covid per accedere alle prove

Emergono nuovi particolari sull'inchiesta della Procura di Napoli sulla corruzione ai concorsi per accedere alle forze armate e alla Polizia Penitenziaria che oggi ha portato a 14 arresti tra le province di Napoli e Caserta. Tra gli arrestati, infatti, ci sono tre persone accusate di aver più volte falsificato i certificati di esito negativo al tampone Covid per una candidata – anche lei tra i tre indagati – necessari per accedere alle prove del concorso per accedere alla scuola di allievi agenti della Polizia Penitenziaria di Portici, nella provincia di Napoli. Così, ai domiciliari sono finiti, oltre come detto alla candidata, una giovane donna di 29 anni, anche Alessio Iannillo, 32 anni, amministratore di una società di igiene e sicurezza sul lavoro e Maurizio Russo, 29 anni, ex agente della Polizia Penitenziaria. "Non hanno esitato a falsificare la negatività al Covid accettando il rischio che la candidata, pur positiva, frequentasse il corso di formazione presso la scuola di Portici, dove avrebbe potuto infettare numerose persone" scrive nell'ordinanza il gip di Napoli Federica Colucci, che ha disposto le 14 misure cautelari scattate oggi.
Mazzette ai concorsi per accedere alle forze armate: 14 arresti
L'indagine che ha portato ai 14 arresti di oggi ha preso le mosse lo scorso mese di luglio, con l'arresto in flagranza di reato di Errico Spena e Maurizio Russo, sorpresi mentre intascavano una mazzetta di 8mila euro. Oggi, invece, tra i 14 indagati ci sono, tra gli altri, Aniello Aversano, assistente capo della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere; Gennaro Fatone, agente della Municipale al Comune di Caivano; Giorgio Spina, caporal maggiore dell'Esercito Italiano in servizio a Maddaloni. Tutti gli indagati avrebbero intascato mazzette per favorire alcuni candidati nei concorsi per accedere alle forze armate, soprattutto nei test psico-attitudinali.