Trasporto pubblico a Napoli

Controllori di bus Anm minacciati con le pistole a Napoli: bodycam e polizia per accompagnarli

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La denuncia di Anm: “Controllori aggrediti con le pistole da passeggeri senza biglietto”. L’azienda vuole comprare bodycam e fare blitz con la polizia.

I controllori dei bus dell'Anm minacciati con le pistole per aver chiesto i biglietti ai passeggeri. È accaduto a Ponticelli, quartiere dell'area orientale della città. La denuncia arriva dall'azienda dei trasporti cittadina che ha presentato degli esposti alla magistratura e adesso studia un piano per dotare i verificatori dei titoli di viaggio, questo il nome tecnico, di bodycam e farli accompagnare dalle forze dell'ordine nei quartieri considerati più a rischio. "C'è paura ad andare in maniera isolata – spiega in commissione Mobilità, Felice Mundo, responsabile del controllo anti-evasione di Anm – l'azienda è disponibile a potenziare i controlli mirati e ad operazioni in collaborazione con le forze dell'ordine, con alcuni agenti che possano accompagnare i verificatori. Stiamo valutando anche l'idea di dotare il personale di bodycam per avere una registrazione continua durante il servizio, cosa che stanno sperimentando varie aziende di trasporto come deterrente a tutela dei pubblici ufficiali".

A Napoli ci sono 120 controllori di ticket

I controllori di Anm a Napoli sono 120, secondo i dati di Anm diffusi in commissione Trasporti e Mobilità, convocata dal presidente Aniello Esposito (Pd). Di questi, circa una decina sono sprovvisti ancora del decreto di polizia amministrativa, perché immessi in mansione da poco e in attesa del corso abilitante. "Sono famiglie professionali provate – sottolinea Francesco Favo, direttore generale di Anm – spesso vittime di aggressioni. È uno dei lavori più difficili. Mentre a Roma girano in coppia, a Napoli devono essere in 3-4 perché in alcune zone è un mestiere impegnativo. Noi incassiamo circa 62 milioni all'anno dai biglietti e per la verifica spendiamo 5 milioni. Dalle sanzioni ricaviamo un milione. Non significa che i controllori non servano, se non ci fossero probabilmente incasseremmo meno". Per il manager Anm bisogna sensibilizzare anche i passeggeri: "Sul 181 stamattina – racconta Favo – ho visto una signora con il biglietto in mano e non lo ha timbrato. La macchinetta funzionava. Le ho regalato una penna di Anm per compilare il ticket".

Per Aniello Esposito, proprio nella zona orientale della città, i controllori si vedrebbero pochissimo. Anm si è detta disponibile a potenziare il servizio, ma con operazioni congiunte con le forze dell'ordine. "Ogni giorno le squadre di controllori partono dalle zone periferiche e arrivano al centro – prosegue Mundo – Fare un controllo a piazza Nazionale, via Marina, piazza Carlo III e al Museo è più efficace perché qui convergono linee da zone diverse. Abbiamo il quadro delle zone più critiche – spiega l'azienda – C'è grandissima una differenza in percentuale sul possesso biglietto tra varie zone della città, ci sono fattori ambientali. Le zone periferiche sono più refrattarie. Abbiamo avuto controllori aggrediti con le pistole e minacciati nella zona di Ponticelli, sono stati fatti degli esposti".

Le prospettive, però, vanno verso un miglioramento della lotta all'evasione e sulle riscossioni. Grazie all'introduzione dei sistemi pagamento elettronico è aumentato il numero di sanzioni pagate entro 5 e 60 giorni. La percentuale di oblazione supera il 50 per cento. Mentre Anm vuole aumentare il numero di macchinette obliteratrici Tap&Go sui bus, con la possibilità di pagare con la carta anche sui pullman. L'altro tema riguarda la mancanza delle divise dei controllori. "Abbiamo fatto la gara per comprarle – commenta Favo – siamo in attesa. Ci sono procedure da rispettare".

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