video suggerito
video suggerito
Elezioni Regionali 2025

Consiglio regionale della Campania, lo scontro sulle commissioni è appena iniziato

Lo schema delle presidenze di commissione proposto dal Pd non piace ad Avs, renziani, lista Fico, mastelliani. Mercoledì 7 la prima riunione dei capigruppo.
192 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Consiglio regionale della Campania, non c'è ancora accordo nella maggioranza per le commissioni consiliari. Il presidente Massimiliano Manfredi ha convocato i capigruppo con l'obiettivo di fissare la seduta in cui sarà presentata la Giunta regionale guidata dal governatore Roberto Fico. Mercoledì 7 gennaio alle 14, dunque, la Conferenza dei presidenti di gruppo si riunirà la prima volta per la fissazione della seduta consiliare, e giovedì 8 gennaio 2026 alle ore 10 si riunirà l'Ufficio di Presidenza per il suo insediamento.

Le otto commissioni permanenti del Consiglio sono in stallo. I renziani di Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra, lista Fico non hanno comunicato a Manfredi i nominativi dei loro consiglieri da inserire nelle commissioni, impedendo, di fatto, di avviare il meccanismo che porterà alle nomine. Tutto ciò è figlio del mancato accordo nella maggioranza sul peso da dare ai vari partiti del campo largo nelle commissioni. In sintesi, i piccoli accusano il Partito Democratico, la lista "A testa alta" (che fa riferimento all'ex governatore Vincenzo De Luca) e il Movimento Cinque Stelle di voler accaparrarsi tutte le presidenze, lasciandoli a bocca asciutta.

Commissioni permanenti del Consiglio regionale, la proposta della discordia

La proposta di massima uscita dalla segreteria regionale Pd guidata da Piero De Luca è quella di 3 presidenze di commissione ai Dem, 2 ai pentastellati, una per "A testa alta" e una al Partito Socialista. Sul fronte Ufficio di presidenza, oltre al vicepresidente del Consiglio regionale Luca Trapanese e alla segretaria Lucia Fortini (deluchiana di "A testa alta")  un'altra casella, un questore, sarebbe dovuta andare a "Casa Riformista" (ovvero ai renziani di Italia viva). Questi ultimi disertarono per protesta la votazione in Consiglio regionale, giudicando irricevibile la proposta. E quindi, per ora, questore di maggioranza nell'ufficio di presidenza è stato eletto un M5s Raffaele Aveta.

In queste ore stanno emergendo varie ipotesi per scongiurare una lacerazione profonda nella maggioranza a pochi giorni dall'insediamento del Consiglio, eventualità che scoprirebbe il fianco agli attacchi del centrodestra. Un'ipotesi di accordo valida prevede 2 presidenze di commissione al Pd e una al M5s con una presidenza cadauno per "A testa alta"; "Casa riformista", lista "Fico Presidente" e Alleanza Verdi e Sinistra. L'ultima sarebbe contesa tra "Noi di Centro" di Clemente Mastella e il Partito Socialista.

Le commissioni permanenti più importanti in Consiglio regionale Campania

Poi il tema sarà: quali commissioni contano di più? Ovviamente le presidenze vanno tutte alla maggioranza, mentre all'opposizione dovrebbero andare quelle "speciali" che saranno eventualmente decise in un secondo momento. Regola non scritta vuole che un assessore non debba trovarsi una commissione col presidente dello stesso partito in Consiglio. Le commissioni permanenti che "pesano" di più sono la seconda (bilancio e finanza, demanio e patrimonio); terza (attività produttive) e poi le potentissime quarta (Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti) e quinta (sanità e politiche sociali).

Immagine

Quali territori vincono e quali perdono in Aula

Alessandro Fava della data company Piave digital agency, guardando al Consiglio Regionale e in particolare alla maggioranza, si è chiesto quali fossero i comuni, e più in particolare gli ambiti territoriali che vincono e quali invece che perdono.

«Partiamo dal comune capoluogo di regione, Napoli, che rimane stabile. A livello di popolazione rappresenta il 16.4% della regione. Il suo indice di potere dentro la maggioranza nel Consiglio è al 16.8%. Quindi una rappresentazione politica abbastanza equa del suo potere demografico.
Altri territori della Città Metropolitana invece incrementano notevolmente il proprio peso all’interno della maggioranza rispetto al loro peso demografico. Il comune di Portici per esempio, che, come Napoli, è un ambito territoriale sociale a sé stante passa dal 0.9% della popolazione regionale al 2.0% nell’indice di potere nella maggioranza nel Consiglio. Sembrano movimenti piccoli, di percentuali impercettibili ma non lo sono per comuni di media grandezza come questo. Descriviamolo con altre parole. Portici ha il peso politico di un comune da 113k abitanti nonostante ne abbia “solo” 52k. Altre zone dell’hinterland napoletano fanno simili exploit. L’ambito di Nocera Inferiore passa 1.6% al 2.5%, quello di Somma Vesuviana dal 1.8% al 2.5%, San Giorgio a Cremano passa dallo 0.9% al 1.7% e anche Ercolano ha un aumento simile.

Altre zone della Campania aumentano il loro potere politico. L’ambito di Teano, in provincia di Caserta, è quello che ha l’aumento più grande della regione. Passa dall’1.3% (73k abitanti) al 2.8% (157k abitanti). Sempre a Caserta anche l’ambito di Santa Maria Capua Vetere aumenta sostanzialmente passando dal 1.3% al 2.0%.

Caserta è una provincia però in bianco e nero. Le province che perdono più peso politico sono Salerno e ampie zone di Caserta. Gli otto ambiti che perdono di più sono parte delle due province menzionate. L’ambito di Caserta (che oltre il capoluogo include altri 3 comuni) passa dal 2% al 1.2%. Anche la zona di Mondragone-Castel Volturno perde parecchio passando dal 1.3% al 0.7%.

La provincia di Salerno è la peggiore. L’ambito di Scafati passa dal 1.7% al 0.6%, quello di Cava de’ Tirreni dal 1.6% al 0.8%, Pagani-Sarno dal 1.5% al 0.9%. Anche Agropoli ed Eboli hanno pessimi risultati. Il capoluogo Salerno non fa eccezione e passa dal 1.3% al 0.7%. Passa dall’essere il quarto ambito più popolato della regione al diciottesimo per potere nella maggioranza nel Consiglio. Particolarmente significativo se si considera invece il potere politico generale che aveva nelle due legislature precedenti con De Luca».

192 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views