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Congresso Pd Napoli, è ufficiale il quarto rinvio. Senza mediazione si rischia il commissario

Pd Napoli al quarto rinvio sul congresso provinciale: senza accordo tra le aree si rischia il commissariamento. O quanto meno una figuraccia.
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Il Partito Democratico di Napoli è al quarto rinvio per la presentazione delle candidature alla segreteria provinciale. Ora è fissato al 23 gennaio, ma senza un accordo fra le aree che popolano il Pd partenopeo finirà per saltare pure quella data, facendo diventare l'appuntamento congressuale una pantomima. Sono ore di tensione nel popolo Dem sull'asse Salerno-Napoli-Roma col caso Vincenzo De Luca, tuttavia a Napoli i giochi sarebbero teoricamente chiusi: l'area Schlein il cosiddetto "correntone" deve esprimere il segretario, individuato in Francesco Dinacci.

Dopo le Regionali sono mutate le condizioni: è quanto dice l'area cattolico-riformista che fa riferimento all'europarlamentare Lello Topo e al vicepresidente della giunta regionale Mario Casillo. In soldoni: per loro sarebbe meglio lasciare lì dov'è l'attuale segretario Peppe Annunziata, giudicato più esperto nel gestire la complessa fase che porterà alle elezioni Amministrative e Politiche. Ieri Annunziata si è sentito con Teresa Armato, presidente regionale del Pd. Area Schlein, in particolare il deputato Marco Sarracino, fa fuoco e fiamme e non arretra. È possibile che un punto di mediazione possa essere questo: ad area Schlein la segreteria e a quella Topo-Casillo l'assessore al Comune di Napoli. Potrebbe essere lo stesso Annunziata, per premiare il suo lavoro fatto nel partito.

Lo statuto Pd e il commissariamento

«Assistiamo al paradosso che le decisioni vengono sistematicamente procrastinate, con una direzione regionale convocata esclusivamente da remoto al solo scopo di sconvocare la data del congresso provinciale» lamenta Enza Amato, presidente del consiglio comunale di Napoli. E in effetti un accordo lo si deve trovare.  Nel Pd campano per statuto non esiste una norma che fissi un numero massimo di rinvii per la presentazione delle candidature alla segreteria provinciale, tuttavia il problema si pone però quando i rinvii diventano sistematici e finiscono per impedire lo svolgimento del congresso.

In questo caso entra in gioco l’articolo 21 dello Statuto regionale, che disciplina i poteri sostitutivi. La norma stabilisce che, per assicurare il regolare funzionamento della democrazia interna, in presenza di gravi e ripetute omissioni accertate dalla Commissione regionale di garanzia, la Direzione regionale può intervenire sciogliendo gli organismi provinciali, nominando un organo commissariale e convocando nuove elezioni per l’assemblea e il segretario. Lo stesso articolo prevede anche una misura meno drastica: la nomina di un commissario ad acta, con un mandato limitato e una durata massima di sei mesi, incaricato esclusivamente di sbloccare la materia oggetto dell’omissione, in questo caso il congresso.

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