Computer quantistico in Campania, il Consiglio di Stato conferma lo stop all’appalto da 61 milioni alla Ibm
Il progetto Quantum Valley della Regione Campania incassa un altro stop. Con una sentenza pubblicata il 26 agosto, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha respinto l'appello di Palazzo Santa Lucia contro la decisione del Tar che, a febbraio, aveva annullato l'aggiudicazione a Ibm Italia dell'appalto da 61,2 milioni di euro per il primo computer quantistico della Campania, destinato al campus dell'Università di Salerno a Fisciano. Al centro della diatriba legale c'è la proroga dei termini di gara concessa dalla Regione Campania – parliamo dell'amministrazione all'epoca guidata da Vincenzo De Luca – poche ore prima della scadenza del 10 febbraio 2025, poi spostata al 17 febbraio. Una decisione contestata da Tea Tek, l'unica azienda napoletana in gara, guidata da Felice Granisso e difesa dall'avvocato Alfonso Erra, arrivata seconda dietro al colosso del settore informatico.
Davanti ai giudici d'appello la Regione ha cambiato strategia difensiva, sostenendo per la prima volta che dietro la proroga ci fosse un «malfunzionamento» del sistema informatico di gara, e non semplici difficoltà operative degli operatori stranieri come sostenuto in precedenza. Il Consiglio di Stato ha tuttavia bocciato questa ricostruzione, definendola una motivazione postuma e quindi inammissibile, perché mai comparsa negli atti originari del procedimento.
Respinta anche la tesi secondo cui Tea Tek, presentando altre offerte durante la proroga, avesse di fatto rinunciato alla prima proposta: per i giudici si è trattato di legittima strategia competitiva. Confermata dunque la sentenza di primo grado: la procedura torna alla fase precedente alla proroga, con la sola offerta di Tea Tek da valutare. Questo non significa però l'aggiudicazione automatica dell'appalto all'azienda napoletana: il Consiglio di Stato ha respinto anche l'appello incidentale con cui l'azienda napoletana chiedeva che le fosse riconosciuta direttamente la vittoria della gara, ribadendo che la Regione mantiene piena discrezionalità nel valutare se l'offerta sia conveniente e può, se lo ritiene, anche decidere di non aggiudicare l'appalto. Regione Campania e Ibm condannate a pagare 5.000 euro di spese legali.