Commissioni consiglio regionale Campania, c’è l’accordo. Avs e Mastella restano fuori dalle presidenze

Alla fine l'accordo si trova sempre. Si deve trovare, perché il tempo stringe e Roberto Fico vuole che il bilancio di previsione della Regione Campania arrivi quanto prima in Consiglio per iniziare l'iter (giunta-commissioni-aula-promulgazione) e avere un Ente pienamente operativo, altrimenti manco gli staff per i gruppi consiliari si possono creare. Il 21 mattina giornata campale: Fico presenterà la sua giunta all'Aula e poi forse dovrebbe presenziare a Palazzo Reale alla presentazione dei team America's Cup 2027 (non c'è traccia della sua presenza negli inviti).
Lo scoglio su cui trovare un equilibrio è quello delle presidenze delle otto commissioni permanenti. Vanno tutte alla maggioranza, l'opposizione avrà in un secondo momento le commissioni di controllo (trasparenza, anticamorra eccetera). Il governatore ha delegato il suo vice Mario Casillo alla mediazione, qualche risultato è arrivato subito senza nemmeno bisogno di arrivare al tavolo di concertazione.
Il nuovo accordo per la presidenza delle commissioni regionali
Il tema da manuale Cencelli è «quante presidenze ad ogni partito?». L'accordo su cui pare si sia trovata la quadra è il seguente: 3 presidenze al Partito Democratico, una al Movimento 5 stelle (che ha però avuto 2 posti nell'ufficio di Presidenza). Una va a Casa Riformista: i renziani erano fra coloro che polemicamente in Consiglio avevano annunciato battaglia. Un'altra casella al Partito Socialista, idem a Lista Fico che entra quindi nel computo e una ai fedelissimi di Vincenzo De Luca nella lista "A testa alta". Chi resta fuori? "Noi di centro" di Clemente Mastella e Alleanza Verdi e Sinistra, entrambe con mini-pattuglie da 2 consiglieri in Aula.
Il nodo della commissione Trasporti
Stabilito il "quanto" il tema ora è "cosa". Quali commissioni andranno al Pd, quali ai deluchiani eccetera? La regola è che un partito che ha un assessorato non può chiedere la commissione con la stessa delega. Di certo c'è un terreno di scontro ed è chiaro: è la quarta commissione (Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti) una delle più importanti. Nino Simeone, eletto con Lista Fico, è stato già presidente di una commissione Trasporti al Comune di Napoli e conosce bene il comparto. Non lo vogliono i deluchiani: Simeone è politicamente vicino a Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli ed ha una posizione per nulla entusiastica sul progetto del "Faro" in piazza Garibaldi, una delle creature degli ultimi anni della presidenza De Luca. Il Pd dovrebbe presentare come candidati presidenti Franco Picarone, papabile alla commissione Bilancio e poi altri due slot a Bruna Fiola e Loredana Raia, accogliendo una richiesta del segretario regionale del Partito Democratico, Piero De Luca, dar spazio alle donne in Aula. Resta fuori dai giochi Giorgio Zinno, ex sindaco di San Giorgio a Cremano.
La commissione Ambiente e la commissione Sanità
In subordine, ovemai non avessero la Trasporti, i deluchiani chiederebbero la settima commissione, quella all'Ambiente e lì l'ex presidente del Consiglio regionale Gennaro Olivero ambirebbe alla presidenza. Anche in questo caso situazione critica: De Luca & co. hanno intenzione di continuare a fare le pulci al progetto di bonifica e riqualificazione per l'area di Bagnoli in chiave America's cup 2027? Sull'altra delicatissima commissione Sanità, invece, il Pd cederebbe la presidenza a Casa Riformista, a Enzo Alaia, il presidente uscente.
