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Sette ragazzini di 14 e 15 anni sono stati individuati per una serie di aggressioni a Salerno con coltelli e tirapugni

Agivano in gruppo nei luoghi di ritrovo dei coetanei, sulla base di pretesti o senza motivo: le indagini sono partite dalle denunce dei genitori delle vittime.
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A cura di Nico Falco
immagine di repertorio
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Sono accusati, a vario titolo, di lesioni personali, percosse, atti di bullismo e detenzione abusiva di armi. Ma a colpire, soprattutto, è la loro età: tutti minorenni, hanno tra i 14 e i 15 anni. Sono i sette giovanissimi, identificati dalla Polizia di Stato a Salerno, ritenuti responsabili di diverse aggressioni ai danni di ragazzini avvenute a partire da alcuni mesi fa in piazza della Libertà, nel centro cittadino. Nel corso delle indagini sono state sequestrati anche dei coltelli e dei tirapugni.

Gli accertamenti sono stati svolti dalla Sezione Specializzata della Polizia Giudiziaria della Questura di Napoli, sotto il coordinamento della locale Procura per i Minorenni, e sono partiti a seguiti delle aggressioni, sporte dai genitori delle vittime e avvenute dallo scorso mese di febbraio. Diverse testimonianze coincidevano, sia nel modus operandi, sia nelle descrizioni, sia per quanto riguarda la zona. Le vittime, infatti, in più casi hanno parlato di un gruppo di giovanissimi che avevano preso di mira i coetanei nei luoghi di aggregazione giovanile e li avevano aggrediti senza motivo o sulla base di un pretesto; i vari episodi erano tutti avvenuti tra piazza della Libertà e le aree immediatamente limitrofe. E combaciavano anche le descrizioni dei responsabili.

Le indagini, si legge in una nota a firma del procuratore per i minorenni Angelo Frattini, sono state sviluppate attraverso l'ascolto protetto delle vittime e dei testimoni oculari, l'analisi dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e tramite l'esecuzione di mirate perquisizioni locali e personali che hanno portato al sequestro dei tirapugni e dei coltelli a serramanico con meccanismo di apertura a scatto. I minorenni sospettati sono stati interrogati in presenza dei loro avvocati difensori e dei genitori o comunque degli esercenti la responsabilità genitoriale. Per le indagini sui nuclei familiari coinvolti sono stati interessati i Servizi Sociali.

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