Col kalashnikov a Montesanto, le indagini dopo gli arresti: questioni di tradimenti o liti per affari illeciti

Potrebbe esserci una storia di tradimenti dietro la rissa scoppiata a Montesanto, nel centro di Napoli, nel tardo pomeriggio del 29 giugno, e sfociata nelle scene immortalate dalle telecamere: un uomo che esplode un colpo di pistola in aria, un altro che si aggira nella piazzetta tenendo in mano un micidiale mitragliatore Kalashnkikov. È una delle piste seguite dagli inquirenti, che al momento non escludono, però, che possa essere una versione di comodo per nascondere altro. Ieri sera sono scattati tre fermi: Emanuele Iaccarino, la sua compagna, Arianna Rossetti, e Giuseppe Triuolo. Sembra sempre più remota, invece, l'ipotesi che si sia trattato di uno scontro tra gruppi provenienti da quartieri rivali: nelle scorse ore la Polizia di Stato ha individuato quattro persone ritenute coinvolte e sono tutte della zona.
I video hanno iniziato a circolare poche ore dopo l'accaduto. Nelle immagini si vede prima la rissa, che coinvolge numerose persone, tra cui alcune donne, con lanci di caschi e sedie e cassonetti rovesciati in piazzetta, davanti alla stazione della Cumana; ad un certo punto un uomo, arrivato in auto, preleva una pistola dall'abitacolo e spara un colpo in aria. Successivamente arriva il giovane con l'Ak-47, che non fa nulla per nascondere l'arma, anzi; viene preso sottobraccio da un altro uomo e portato fuori dall'inquadratura, verso la direzione in cui si è allontanato quello che prima aveva sparato.
Il primo a finire in manette è stato Giovanni Calvanese, 38 anni: nella sua abitazione, nascosta in camera da letto, è stata trovata una pistola calibro 9 con matricola abrasa e completa di munizioni; nelle stesse ore è stato rinvenuto l'Ak-47, era stato nascosto sotto un'automobile parcheggiata. Ieri, invece, sono stati emessi i fermi. Provvedimento eseguito dalla Polizia per Emanuele Iaccarino, individuato come l'uomo del Kalashnikov, per Giuseppe Triuolo, identificato come quello vestito di nero che, poco prima, ha sparato in aria, e per Arianna Rossetti, compagna di Iaccarino, accusata di avere nascosto la pistola usata da Triuolo.
I quattro non risultano inquadrati in contesti di criminalità organizzata e resta da capire come si siano procurati un Kalashnikov. La voce che circola, sia in strada che sui social, è che tutto sia partito da una questione sentimentale: storie di tradimenti, insomma, che avrebbero portato al litigio in strada e poi all'escalation finita immortalata in video. Una versione che, per quanto potrebbe sembrare assurda, potrebbe anche essere verosimile, in determinati contesti. Ma resta in piedi anche l'ipotesi che dietro possano esserci contrasti nati nell'ambito della microeconomia criminale di Montesanto, e che quella dei tradimenti sia una versione fatta circolare per evitare che gli inquirenti si concentrino su certi "affari".