Circumvesuviana, il divorzio fra De Gregorio ed Eav in tre punti, due dei quali economici

Uno dei più grandi comici americani di sempre, George Carlin, diceva: «Il divorzio è costoso. Sai perché? Perché ne vale la pena». Una frase che può tranquillamente sorvolare l'oceano per atterrare a Porta Nolana, nel quartier generale dell'Eav, società regionale che gestisce i trasporti (Circumvesuviana, Circumflegrea, Cumana e MetroCampania NordEst).
L'Ente Autonomo Volturno si appresta a divorziare da chi per un decennio l'ha guidato, ovvero Umberto de Gregorio, napoletano, commercialista, 68 anni, collocato al vertice dell'azienda dall'ex governatore Vincenzo De Luca. Nel corso di dieci anni De Gregorio è arrivato a sommare la carica di presidente del Consiglio d'amministrazione a quella di direttore generale. Ora per lui è arrivato il tempo di andar via: la nuova amministrazione regionale guidata da Roberto Fico vuole voltare pagina, nominando Pietro Diamantini, ex manager di Trenitalia, come amministratore unico, possibile grazie ad un cambio di statuto, una "cura dimagrante" che sarà applicata a tutte le aziende partecipate targate Regione Campania.
Lunedì 29 doveva essere il giorno dell‘ultima puntata della telenovela napoletana ma l'assemblea Eav non c'è stata. Tutto rimandato all'8 luglio. Sono sostanzialmente tre, apprende Fanpage, i punti che separano De Gregorio dal firmare la separazione con la Regione Campania. Uno è di natura mediatica, gli altri due di natura economica.
In primis: De Gregorio vuole «l'onore delle armi». È un attentissimo e sensibile ai titoli dei giornali e al sentiment sui social network. Non ci sta a passare per colui che ha rovinato la Circum e l'azienda. Vuole che la Regione gli riconosca i risultati raggiunti e non lo scacci via come si fa con un cattivo amministratore. È arrivato – lo ha detto spesso – con una azienda sull'orlo del crac e l'ha risanata (con 600 milioni di euro giunti dal governo Renzi). Ha rinnovato la flotta autobus, ha promosso innovazioni in una azienda paralizzata da anni.
E ovviamente ha avviato la procedura d'acquisto dei nuovi treni della Circumvesuviana, funestata però da ritardi e blocchi. Proprio ieri l'azienda costruttrice Stadler ha finalmente ottenuto il via libera per l'immissione in servizio del primo treno nuovo della Vesuviana «Avviene dopo circa venti mesi di intenso lavoro su carte e sui binari» scrive in una nota Eav. Anche se i treni Stadler ETR 300 acquistati sono quaranta e ne sono stati consegnati solo dodici.
Secondo aspetto: De Gregorio reclama dall'azienda un arretrato di circa centomila euro, una cifra che risale al periodo successivo al 2018, quando, dopo le dimissioni dell'allora dg Pasquale Sposito, la Regione targata De Luca gli affidò anche la direzione generale, cumulandola con la carica di amministratore. Per quasi un anno, nonostante il doppio ruolo, il manager continuò a percepire solo il compenso da amministratore (quarantamila euro), e non i centoquarantamila previsti per la carica di direttore: di qui la richiesta di conguaglio. Su questo l'attuale Amministrazione regionale frena e pensa che solo un tribunale potrà dirimere la faccenda.
Infine, sempre questione economica: Umberto de Gregorio scade come direttore generale nel 2027. È convinto di aver diritto ad una sorta di buonauscita per i mesi di stipendio persi se fa fagotto prima. Questione controversa, perché diverse sono le letture legali di quest'aspetto: c'è chi a Palazzo Santa Lucia ritiene invece che questi soldi non gli siano dovuti. Su questo aspetto la macchina regionale si muove coi piedi di piombo visto che sono denari dei contribuenti.
La partita più delicata di questa fase è in mano al vicepresidente della Regione Mario Casillo. In questi mesi l'assessore ai Trasporti ha ascoltato le associazioni dei pendolari, i Comuni, le maestranze, ha predisposto tutto per iniziare il cambio di passo promesso in campagna elettorale. Ora però la partita la gioca Casillo, con molta pazienza, col solo De Gregorio. A quest'ultimo restano due opzioni: prendersi l'onore delle armi e andar via o avviare un contenzioso giudiziario.
Intanto, i pendolari ogni giorno fanno sentire la loro voce, soprattutto quelli della Circum. Enzo Ciniglio, Salvatore Ferraro, Marcello Fabbrocini e Salvatore Alaia, rappresentanti dei gruppi più battaglieri, scrivono in una nota: «È inaccettabile che il futuro dei trasporti della Campania sia ostaggio dei destini personali di chi ha già ampiamente dimostrato di non saper gestire il servizio».
Bisogna fare in fretta anche per motivi politici: Casillo vuole arrivare a chiudere la partita prima del 22 luglio, quando il Consiglio regionale è convocato, in seduta monotematica, proprio per parlare di Eav. L'obiettivo è evitare che la seduta, voluta dall'opposizione di centrodestra, si trasformi in un processo ai trasporti in Campania.