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Presidenza Fico in Regione Campania

Chiuso dal 2020, il pronto soccorso di Boscotrecase è tornato operativo

Dopo cinque anni di chiusura, il pronto soccorso riapre: 27 posti letto, saletta chirurgica e codice rosa. Investimento da 2,5 milioni per 300mila abitanti.
Ospedale di Boscotrecase, foto di gruppo col presidente Fico, il vice Casillo e l’assessore regionale Cuomo
Ospedale di Boscotrecase, foto di gruppo col presidente Fico, il vice Casillo e l’assessore regionale Cuomo
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Alle 14 in punto i primi pazienti possono varcre le porte del pronto soccorso dell'ospedale Sant'Anna e Santissima Madonna della Neve di Boscotrecase, provincia di Napoli. È un mercoledì qualunque, ma non lo è affatto per chi vive in quel territorio: la struttura era chiusa dal 2020, da quando l'allora governatore Vincenzo De Luca la trasformò in COVID Hospital durante l'emergenza pandemia. È un presidio di emergenza-urgenza rinnovato, che torna a coprire un bacino di oltre 300mila abitanti dell'area vesuviana.

Il presidente della Regione Campania Roberto Fico taglia il nastro alle 11. Poi ascolta le mamme di bambini disabili che lo aspettano fuori. Con lui ci sono Mario Casillo, oggi vicepresidente della Regione Campania, l'uomo politico più influente della zona. Con loro Enzo Cuomo, assessore regionale ed ex sindaco di Portici e Loredana Raia, presidente della commissione regionale Sanità.

Due anni e mezzo di lavori, un conto da pagare

I lavori sono durati un anno. Il conto: 2,5 milioni di euro di investimento. Il risultato è una struttura organizzata per triage, coi classici codici di priorità (verde, giallo e rosso) con una saletta chirurgica, un ambulatorio ortopedico, uno di otorinolaringoiatria e 5 posti letto in osservazione breve intensiva. Tra i 27 posti totali, 21 sono già attivati. Ci sono anche due stanze a pressione negativa per i pazienti con patologie contagiose, monitorate da un apposito schermo esterno. E c'è il codice rosa: uno spazio dedicato all'accoglienza di donne e bambini vittime di violenza.

Sollecitato sul comparto più delicato della Regione, rispetto al quale non ha voluto affidare a nessuno la delega, per ora, Roberto Fico parla del  nuovo piano ospedaliero regionale, di altri pronto soccorso da riattivare e cita cifre precise: 62 milioni già stanziati per nuove assunzioni e stabilizzazioni nella rete sanitaria, altri 98 milioni destinati al personale di case e ospedali di comunità. «Oggi è un buon giorno per questo territorio e per la sanità pubblica» dice il governatore. »Il rafforzamento della rete di emergenza-urgenza è uno degli obiettivi che stiamo perseguendo».

La prossima priorità dichiarata resta «l'attivazione del nuovo pronto soccorso del Policlinico di Napoli». Sulle assunzioni, Fico sottolinea che l'uscita dal piano di rientro dà alla Regione margini di manovra autonoma: «Le faremo» ripete. E sul futuro della sua giunta aggiunge, senza mezzi termini: «Abbiamo le idee chiare su cosa vogliamo fare nella sanità, ci libereremo di chi ci ostacola e non ci mancherà».

Il taglio del nastro del Presidio Ospedaliero "Sant’Anna e Santissima Madonna delle Neve"
Il taglio del nastro del Presidio Ospedaliero "Sant’Anna e Santissima Madonna delle Neve"

Il direttore Russo: "Nessun impoverimento di altre strutture"

Il direttore generale dell'Asl Napoli 3 Sud, Giuseppe Russo, tiene a precisare che il potenziamento di Boscotrecase non ha svuotato altri presidi: «Non c'è stato un impoverimento di altre strutture. Qui sono arrivati medici e infermieri da altre regioni e abbiamo avuto una mano dall'Ospedale del Mare e da Castellammare di Stabia». Russo ricorda anche i comitati e i movimenti che per anni hanno fatto pressione per la riapertura del pronto soccorso.

Tra i nodi ancora aperti c'è la viabilità. Il vicepresidente della Regione Casillo, che ha la delega ai Trasporti, annuncia di lavorare a una bretella di collegamento con uno svincolo autostradale: «Ieri sono stato a Roma al ministero dei Trasporti. Questo svincolo è una priorità». In programmazione anche un servizio di elisoccorso. Casillo risponde anche alle polemiche sull'eredità De Luca: «Venti anni fa mi fu detto che questo era l'ospedale della camorra e nessuno ci voleva investire. Farlo diventare COVID Hospital fu una scelta per salvare la vita alle persone».

Medici, infermieri e OSS che lavorano nel presidio
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