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17 Gennaio 2022
11:22

Il racconto di Chiara Lanza, medico chirurgo al Pellegrini: calci e pugni per rubarle il cellulare

L’amaro sfogo di Chiara Lanza Volpe, medico chirurgo 32enne dell’ospedale Vecchio Pellegrini, aggredita di notte da un rapinatore, mentre rientrava a casa.
A cura di Pierluigi Frattasi
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"Buttata a terra e picchiata selvaggiamente a calci e pugni per rubarmi un vecchio cellulare". È l'amaro sfogo di Chiara Lanza Volpe, medico chirurgo 32enne dell'Ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, aggredita di notte da un rapinatore, mentre rientrava a casa. La dottoressa ha poi denunciato l'accaduto sul suo profilo Facebook lanciando un appello alle istituzioni: "Vivo a Napoli da 5 anni e mezzo – scrive – e nel giro di 5 giorni mi è accaduto l’impossibile, il mio appello si rivolge a chi ai piani alti controlla questa città. Ecco, questa città che io ho sempre amato, è diventata totalmente invivibile". Il chirurgo è stato poi soccorso da alcuni militari che erano in zona, impegnati nelle operazioni di Strade Sicure.

"Buttata a terra, presa a calci e pugni"

Siciliana, ma ormai da tempo in città, Lanza Volpe è assistente primario all’ospedale della Pignasecca. Sabato sera l'aggressione di inaudita violenza in via Duomo, dopo una serata tra amici, mentre stava aprendo il portone di casa. "Non è mia abitudine condividere certi stati, ma vorrei raccontarvi una situazione degna di nota. Premesso che qualche giorno fa sono stata derubata del mio cellulare che stava in borsa, stasera sotto casa sono stata aggredita, picchiata, presa a pugni, ho subito un’aggressione praticamente con le chiavi di casa in mano. Ho reagito con calci e pugni. Ho subito un’aggressione totalmente immotivata, mi hanno rubato il cellulare vecchio e mal funzionante, ma la cosa più agghiacciante è stata l’aggressione subita. I pugni che mi sono stati dati. La cattiveria con cui sono stata buttata a terra, presa a calci e strattonata".

"Salvata dai militari che erano in strada"

Per fortuna la giovane dottoressa siciliana è stata soccorsa dopo l'aggressione. "Sono poi sopraggiunti i militari che stazionano nei pressi di casa mia – prosegue il racconto – che erano totalmente sconvolti per l’accaduto. Mi hanno aiutata e hanno chiamato la polizia che è arrivata dopo un po’ (totalmente impegnata per le continue aggressioni che stanno avvenendo a Napoli) ed io me la sono cavata con lacrime di rabbia, sgomento, paura, tanta paura e lividi sparsi per il corpo. Sto bene, ma sono scossa e arrabbiata. Ma sto bene. Lo dico per non farvi preoccupare…i lividi passano".

"Vivo a Napoli da 5 anni, oggi città invivibile"

Ho voluto scrivere questo post per condividere la mia esperienza. Premettendo che vivo a Napoli da 5 anni e mezzo e nel giro di 5 giorni mi è accaduto l’impossibile, il mio appello si rivolge a chi ai piani alti controlla questa città. Ecco, questa città che io ho sempre amato, è diventata totalmente invivibile. Io lavoro dalla mattina alla sera e alla notte e alla mattina successiva, e non mi fermo mai. mi lascio libera una sera a settimana, per svagarmi, perché sono giovane e perché voglio almeno godermi qualche ora di giovialità, perché il lavoro è importante, ma sono convinta che almeno una sera a settimana bisogna distrarsi. Ma, mi viene spontaneo da chiedere…perché investire in questa città e buttare sangue se mi risponde trattandomi male, aggredendomi, derubandomi e picchiandomi? Spero che questo post possa girare e questa mia denuncia arrivi a chi di dovere, quindi condividete se potete, perché forse è l’unica speranza che abbiamo per riprendere una città totalmente allo sbaraglio".

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