12.289 CONDIVISIONI
Opinioni
Emergenza lavoro
25 Giugno 2022
18:12

Le parole di Cannavacciuolo su lavoro e gavetta sono le più sagge pronunciate finora da uno chef

Le parole di chef Antonino Cannavacciuolo su gavetta e lavoro nel settore della ristorazione sono sagge ed equilibrate. E non millantano “ricette” risolutive.
12.289 CONDIVISIONI
Cannavacciuolo con la moglie Cinzia Primatesta
Cannavacciuolo con la moglie Cinzia Primatesta
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Emergenza lavoro

 Antonino Cannavacciuolo ha le idee chiare sul suo futuro – l'ampliamento della catena di ristoranti Laqua dalla Penisola Sorrentina alla Toscana, il sogno di una terza stella Michelin – ma soprattutto ha le idee altrettanto chiare sulle sue radici. E su quanto lavoro ci sia voluto per arrivarci: gli inizi a Vico Equense, la scuola alberghiera, il ruolo padre Andrea, la gavetta nei piccoli e grandi ristoranti italiani e esteri, le condizioni di lavoro spesso proibitive, le retribuzioni scarse se non inesistenti.

Però, come tutti quelli che hanno ben chiari i sacrifici, lo chef napoletano non pretende che la vita altrui sia una lunga catena di privazioni e sofferenze: spera invece che nel corso degli anni il progresso porti miglioramento nelle condizioni di vita di chi lavora e nelle retribuzioni.

Non stupiscono, quindi, le parole del protagonista di Masterchef e Cucine da incubo, quando si parla di stage, gavetta e condizioni di lavoro. Antonino Cannavacciuolo parlando di questi temi delicatissimi, sui quali altri chef o personaggi televisivi che si muovono nel mondo della cucina italiana hanno fatto enormi scivoloni, si dimostra equilibrato e consapevole del mondo in cui vive. Al Corriere della Sera spiega la sua opinione in merito:

Io ho cominciato da ragazzo facendo stage gratis e pagandomi l’alloggio in Francia. Ma la mia è stata una scelta che ho voluto fortemente fare. I tempi, però, sono cambiati: una giusta gavetta quando si è giovani ci vuole ma chi lavora oggi chiede, oltre a uno stipendio degno, più qualità e tempo a disposizione.

Del resto, è il mondo che cambia: mio padre ha lavorato più di me, io ho fatto qualcosa di meno rispetto a lui e i miei figli probabilmente lavoreranno un poco di meno rispetto a me.

Non solo: da imprenditore ormai affermato, insieme alla moglie Cinzia Primatesta, Cannavacciuolo sa bene che il problema non sono i «giovani che non vogliono lavorare» ma va ricercato in una molteplicità di fattori: «Per esempio, la pressione fiscale terribile per un imprenditore». E altrettanto saggiamente pone il problema senza millantare ricette: «La soluzione non ce l’ho, non sono un politico – conclude – sono solo un cuoco».

12.289 CONDIVISIONI
Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
76 contenuti su questa storia
“Ho studiato anni per diventare parrucchiere e speso migliaia di euro, ora me ne offrono 5 all’ora”
“Ho studiato anni per diventare parrucchiere e speso migliaia di euro, ora me ne offrono 5 all’ora”
"Ho studiato per realizzare un sogno, ma non riesco neppure a pagare le spese dell’auto: è frustrante"
L'offerta di lavoro è indecorosa: 150 euro per una settimana a far pulizie dalle 8 alle 16
L'offerta di lavoro è indecorosa: 150 euro per una settimana a far pulizie dalle 8 alle 16
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni