Castel Volturno, indagati Zannini e il sindaco: appalti, soldi e anche un maiale in cambio del voto

Il consigliere regionale Giovanni Zannini, il sindaco di San Cipriano D'Aversa, Vincenzo Caterino, e il sindaco di Castel Volturno (Caserta), Pasquale Marrandino, si sarebbero incontrati in un hotel di Mondragone con l'imprenditore Luca Pagano e, in quella circostanza, sarebbero stati offerti un appalto e altre utilità in cambio dell'appoggio elettorale a Marrandino, che in quel periodo era candidato.
I tre amministratori locali sono indagati per voto di scambio dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, l'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato dai carabinieri; in totale gli indagati sono 9, l'inchiesta è affidata ai sostituti Giacomo Urbano e Anna Ida Capone (procuratore Pierpaolo Bruni). Nei confronti di Zannini la stessa Procura aveva chiesto l'arresto tre giorni fa nell'ambito di un'altra indagine, per corruzione, concussione e truffa. Marrandino, invece, risulta indagato in un'altra inchiesta con l'accusa di corruzione.
L'incontro nell'hotel di Mondragone
L'incontro, secondo la ricostruzione dei magistrati, risale al 16 giugno 2024, circa una settimana prima del ballottaggio, che c'è stato il 23 e il 24 giugno; l'elezione si sarebbe poi conclusa con la vittoria di Marrandino che, con 4.251 voti (51.58%), aveva battuto Anastasia Petrella (3.990 voti, 48.42%).
I tre si sarebbero visti in un hotel di Mondragone. Zannini all'epoca era già consigliere regionale, eletto con la lista "De Luca Presidente" (successivamente è stato rieletto ma tra le fila di Forza Italia). Vincenzo Caterino, sindaco di San Cipriano d'Aversa ma anche presidente della società di rifiuti Gisec, di proprietà della Provincia di Caserta, avrebbe fatto da garante per le promesse a Pagano.
All'imprenditore, presente all'incontro, sarebbe stato promesso un appalto nel settore dei rifiuti da parte del Comune di Mondragone o una commessa di lavoro da parte di una delle ditte ambientali collegate allo schieramento di Zannini; altre promesse avrebbero riguardato il fitto di un piazzale di 5mila metri quadrati a Falciano del Massico, di proprietà di Pagano, da usare come deposito dei mezzi della nettezza urbana, e l'assegnazione di un incarico politico alla figlia dell'imprenditore, Rosa Pagano, candidata alle Comunali nella lista "Castel Volturno Città" (l'incarico sarebbe stato rifiutato dalla donna).
Un banchetto elettorale per comprare i voti
Il voto di scambio, emerge dall'indagine, si sarebbe consumato anche in un bar di Castel Volturno, dove sarebbe stato allestito un banchetto: insieme ai santini elettorali sarebbero stati distribuiti soldi, promesse di regali e di assunzioni. In merito a questa circostanza sono finiti nel registro degli indagati anche l'attuale vicesindaco, Giulio Natale, il titolare del bar, Michele Antolini, alcuni elettori che avrebbero accettato di prendere soldi in cambio della preferenza e altri candidati vicini all'attuale sindaco.
A gestire il banchetto sarebbe stato l'indagato Michele Cantone, che avrebbe ricevuto i soldi da Marrandino e Natale, i quali a loro volta li avrebbero avuti da imprenditori finanziatori. Agli elettori sarebbero state consegnate somme da 50 e 70 euro insieme al facsimile della scheda elettorale. Per i carabinieri diverse persone hanno accettato, altre si sono rifiutate. Uno degli elettori indagati, Attilio Morrone, avrebbe accettato da Marrandino un suino (sprovvisto di documentazione di provenienza) e la promessa di un posto di lavoro.
Le pressioni al gestore del Parco Oasi di Castel Volturno
Marrandino, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto pressioni sul pastore evangelico Amanzio Criscuolo, gestore del Parco Oasi di Castel Volturno, incarico che gli era stato affidato dal precedente sindaco, Umberto Petrella: lo avrebbe minacciato di togliergli la gestione se non gli avesse dato il voto.
Altro episodio riguarda l'indagata Anna Giacobbe, madre di una persona candidata con Marrandino: il 24 giugno 2024, giorno del ballottaggio, avrebbe minacciato una coppia, aggiungendo che, se avesse vinto l'allora candidato, "vi regaliamo un televisore". La stessa donna, inoltre, fuori al seggio allestito in una scuola, avrebbe intimato a diverse persone di votare per Marrandino; agli elettori sarebbero state date buste contenenti soldi.