Capitale della Cultura 2028, esclusa Bacoli. Il sindaco: “Spero non sia scelta politica”

"Noi ce l'abbiamo messa tutta, ma non è bastato". Così il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, commenta l'esclusione della sua città dalle finaliste alla corsa come Capitale della Cultura 2028, togliendosi però anche qualche sassolino dalla scarpa: "Mi auguro che le tessere di partito non abbiano avuto alcun peso". Le dieci finaliste, infatti, sono Anagni (Frosinone), Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa (Siena), Forlì, Gravina in Puglia (Bari), Massa, Mirabella Eclano (Avellino), Sarzana (La Spezia) e Tarquinia (Viterbo): tutte città, spiega il sindaco di Bacoli, "guidate da sindaci ed amministrazioni legate a partiti o personaggi politici del centrodestra nazionale. È un fatto che fa riflettere".
Il primo cittadino bacolese ha poi anche "bacchettato" la politica locale della sua città. "C'è qualche partito di opposizione, qui a Bacoli, che festeggia perché Bacoli non è stata scelta come Capitale Italiana della Cultura. Sono gli stessi che hanno affossato la nostra città, per anni. Una roba allucinante. Ma vera. È l’unico caso al mondo in cui chi dovrebbe tutelare la terra in cui vive, invece fa esattamente l’opposto: soffre, quando la vede vincere; ed esulta, quando non viene premiata. Una versione moderna di Tafazzi", scrive sui suoi social Josi Gerardo Della Ragione, che poi aggiunge: "Cosa dire? Abbiate pietà di loro. Abbracciamoli. Lasciateli sfogare. E sorridete", aggiungendo che "questo comune mai più tornerà nel baratro in cui l’avevano lasciata sprofondare. Alzeremo l’asticella, sempre di più. E lo faremo anche per loro. Perché gli vogliamo bene. E perché, per fortuna, possiamo contare su un grande vantaggio. Una virtù enorme: noi non siamo come loro".