Sembra essersi aperto uno spiraglio per la storica sartoria teatrale napoletana Canzanella, che si è vista il giro di affari azzerato per le ripercussioni del Covid sul settore spettacoli ed è attualmente sotto sfratto: una nuova sede potrebbe essere individuata nei locali della ex Nato di Bagnoli. Il titolare, Vincenzo Canzanella, 83 anni, aveva raccontato la situazione ai microfoni di Fanpage.it, in un video pubblicato lo scorso 12 febbraio.

L'attuale deposito della sartoria, verso il quale sono state già avviate le pratiche per lo sfratto, è senza energia elettrica per l'impossibilità del titolare di sostenere i costi dopo il blocco degli affari. Un epilogo drammatico dopo 60 anni di lavoro in cui Canzanella è stato un punto di riferimento per il cinema e il teatro napoletani: nel suo laboratorio sono stati confezionati i vestiti per le opere di Eduardo De Filippo, Nino Taranto, Luisa Conte, Pupella Maggio e Vittorio De Sica, ma anche abiti indossati da Maria Callas, Marcello Mastroianni, Ingrid Bergman.

"Comune di Napoli assente, ha umiliato Canzanella"

Dal patrimonio artistico custodito da Vincenzo Canzanella "può nascere il Museo del Costume", eppure in questa situazione "il Comune di Napoli è totalmente assente, non interviene proprio su ciò che rientra nelle sue competenze". A dirlo sono i consiglieri regionali Francesco Emilio Borrelli (Europa Verde) e Fulvio Frezza (Più Europa), nel corso del Consiglio Regionale di oggi, 1 marzo, durante l'ordine del giorno che è stato presentato dal Movimento 5 Stelle a sostegno della sartoria napoletana (approvato dall'aula).

"Il Comune – dicono i due consiglieri regionali – ha scelto anche di non rispondere e, addirittura, di umiliare un uomo di 80 anni che con il suo lavoro di sarto e costumista teatrale ha dato lustro alla tradizione dei nostri maestri artigiani. Il Comune ha sfrattato Vincenzo Canzanella, fondatore della omonima sartoria, colui che ha cucito più 10mila abiti. Tutti fatti a mano che hanno vestito da Eduardo De Filippo e la sua compagnia ai grandi attori del cinema, del teatro nazionale e della lirica. La pandemia non ha risparmiato nessuno e anche Canzanella vive un momento di difficoltà, ma a quest’uomo, che nella sua sartoria ha i costumi del Gattopardo di Luchino Visconti, il Comune ha girato le spalle. Canzanella intende donare il suo patrimonio sartoriale alla città, e la Regione si adopererà per trasformare questo proposito in un’opportunità per Napoli, dove il Comune è un ente assente che tace su tutto e ha operato una scelta miope. Ha finanche umiliato e ignorato un maestro artigiano di 80 anni dal cui patrimonio artistico può nascere il Museo del Costume, opportunità di sviluppo per il territorio su cui stiamo lavorando con il presidente De Luca e l'assessore Marchiello”.