Campi Flegrei, il Consiglio regionale stanzia 7 milioni per gli sfollati. La maggioranza boccia lo stato d’emergenza
Che vi sia poco spazio per fare «i fenomeni» della politica lo dimostrano le tende piantate davanti alla sede del Consiglio regionale della Campania, al Centro Direzionale di Napoli e i volti cupi degli sfollati del terremoto 4.7 che quasi un mese fa ha colpito i Campi Flegrei, Pozzuoli in particolare. Sono da un mese fuori dalle loro case, in uno dei periodi più torridi dell'anno e della storia recente, alcuni sanno bene che potranno ritornarci, forse, tra anni. «Siamo qui perché oggi non sia l'ennesima giornata di parole», dicono.
Nell'aula dell'isola F13 è convocato il Consiglio per discutere del bradisismo flegreo e per votare la legge che stanzia 7 milioni di euro a copertura di una serie d'interventi per coloro che sono rimasti senza la casa. Nel corso di un mese sono cresciuti, prima duplicati, poi triplicati, ora sono quasi quattromila (3.957, distribuiti in 1.615 nuclei familiari) con 480 ordini di sgombero emessi, di cui solo 13 revocati dopo le verifiche di secondo livello. Di chi ha lasciato la propria casa, 3.900 hanno trovato una sistemazione autonoma, 118 sono in albergo, 50 sono ospitati al Palatrincone. Sul fronte dei contributi Cas, il Comune ha effettuato 962 pagamenti su 1.288 richieste. Sul territorio restano operative 19 squadre dei vigili del fuoco per le verifiche statiche. Questi i numeri. La relazione dell'assessora alla Protezione Civile Fiorella Zabatta è di dodici pagine fitte, dentro l'ascoltano anche i sindaci di Pozzuoli, Luigi Manzoni; Bacoli, Josi Della Ragione; Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo e la vicesindaca di Napoli, Laura Lieto: sono i Comuni interessati dallo stanziamento. Ma prima della legge c'è la seduta monotematica sui Campi Flegrei chiesta dall'opposizione di centrodestra.
Gennaro Sangiuliano, capo dell'opposizione di centrodestra, batte dove sa di avere spazio: «Perché non avete chiesto lo stato d'emergenza? È uno schiaffo alla cittadinanza. Noi lo riteniamo lo strumento più idoneo per poter fronteggiare la situazione attuale». È una domanda che nel corso di questo mese molti si sono posti. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, si smarca rapidamente dal tema più divisivo con una distinzione netta: «Lo stato d'emergenza, rispetto al quale resto laico, si apre e si chiude. Il bradisismo è un fenomeno perenne e, dunque, serve una legge speciale di riferimento dello Stato». Fico rivendica anche i tempi del decreto governativo, «arrivato sette giorni dopo la scossa», e assicura: «Da me e dalla mia giunta mai avrete un atteggiamento, neanche minimo, di campagna elettorale su Pozzuoli e sui Campi Flegrei». Il centrodestra ricorda anche un altro voto contrario della maggioranza: quello che avrebbe portato lo stanziamento regionale da 5 a 12 milioni di euro, includendo pure i Comuni di Quarto e Giugliano, esclusi dal provvedimento finale. Ma il tema, spiega Fico, non è arrivare alla legge regionale, bensì chiudere con gli emendamenti il decreto del governo e poi arrivare ad una legge nazionale speciale per il bradisismo.
Alla fine la norma passa così come la volevano il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle. Tra i sindaci dei Comuni coinvolti prevale la cautela più che l'entusiasmo. Il sindaco di Pozzuoli, Manzoni, mette in guardia dalle «strumentalizzazioni»: «Il bradisismo non ha colori politici». Il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, sceglie la via del decreto legge da migliorare con gli emendamenti e liquida la contrapposizione tra stato d'emergenza e legge speciale come «una mera strumentalizzazione politica che non mi interessa».
Tra le buone notizie della giornata, la linea della Cumana – ferma dal 31 luglio per i danni alla galleria – punta alla riapertura entro il 10 settembre, in tempo per l'avvio delle scuole. A Pozzuoli, intanto, si è chiusa la prima fase dei lavori nell'area tra via Artiaco e via Campana, dove sorgerà l'hub logistico e di accoglienza della Protezione civile per la popolazione flegrea.