La Campania proprio ieri ha scritto un nuovo numero sul tragico bollettino di guerra della pandemia Covid: 6mila morti da marzo 2020, mille in poco meno di un mese (marzo-aprile 2021). Ma è l'incremento progressivo dei contagi da Sars-CoV2 che preoccupa e mette a serio rischio non solo la permanenza in zona arancione dopo sei settimane di zona rossa ma le riaperture progressive previste dal decreto Draghi.

Ieri, infatti, il decreto è diventato di dominio pubblico (almeno in forma di bozza): fissa un calendario di riaperture con il ritorno della zona gialla a far data dal 26 aprile. Riaprono prima ristoranti all’aperto, cinema e teatri, poi piscine e palestre.  Dal 1 giugno anche i ristoranti al chiuso potranno tornare a funzionare. Le misure del decreto entreranno in vigore la settimana prossima e saranno valide fino al 31 luglio. Confermato il coprifuoco notturno dalle 22 alle 5 del mattino.

La domanda è una sola: la Campania riuscirà a diventare zona gialla?

I dati della pandemia dicono che siamo ancora primi in Italia per numero di infetti attivi sul territorio, il nostro dato di incidenza resta alto, continuiamo giorno per giorno a sfiorare il livello sopra il quale scatta la zona rosa. I dati day by day sono quelli del fisico Francesco Luchetta:

La Campania continua in plateau appena sotto soglia zona rossa.   Trend: +8% settimana.

 Al momento dunque la Campania resta in zona arancione e guarda da lontano quella gialla. La provincia di Napoli che trascina il numero dei contagi: le previsioni a 7 giorni fornite dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas sulla provincia di Napoli restituiscono una curva sull'andamento del numero di infetti nient'affatto rassicurante, in potenziale salita e che punta verso i 60mila contagiati solo nell'area metropolitana di Napoli. In queste condizioni e con una campagna vaccinale che va a rilento sperare di entrare nella fascia delle riaperture (area gialla) a breve termine è assai improbabile.