Si chiude senza un accordo il tavolo in Regione Campania con i sindacati del personale sanitario per i Premi Covid da 1000 euro per medici, infermieri e altri operatori, come gli autisti delle ambulanze del 118, che hanno combattuto eroicamente durante la fase più acuta del Coronavirus di marzo e aprile. L'intesa è saltata sull'ultima bozza presentata da Palazzo Santa Lucia che prevedeva 3 fasce di bonus, da 1.100, 600 e 200 euro, scaglionati in base al rischio (elevato, medio e basso) per una platea complessiva di circa 40mila potenziali beneficiari. In pratica, avrebbe avuto il bonus più alto chi è stato impegnato nei reparti Covid e nei Pronto Soccorso, durante il lockdown, per almeno 20 turni. I sindacati però non hanno firmato, ritenendo che molte categorie siano rimaste escluse o che molti siano stati inseriti in ultima fascia. “La maggior parte del personale – commenta la Cisl Campania – è stata esclusa dal ricevere una premialità dignitosa. La proposta arrivata offende chi si è speso per il Paese. La risposta della Cisl sarà durissima in tutte le sedi istituzionali e con tutti gli strumenti disponibili”. Non è escluso che il tavolo possa essere riaggiornato per cercare di ricucire i rapporti tra la Regione e i sindacati e trovare una intesa.

La proposta dei premi presentata dalla Regione

L'ultima bozza presentata dalla Regione differisce leggermente da quelle circolate negli scorsi giorni. Il premio maggiore per chi è stato impegnato direttamente nei reparti Covid viene portato a 1.100 euro – invece dei 1000 previsti in precedenza. Resta fermo a 600 euro il premio per la fascia media, mentre quello inferiore scende da 300 a 200 euro. In dettaglio ecco l'ultima proposta della Regione Campania:

Fascia A a “rischio elevato” prevede un premio di 1.100 euro lordi per almeno 20 turni ovvero in misura proporzionale pari a 55 Euro per ogni giornata di presenza. Dovrebbero averlo 8mila persone. I destinatari sono Unità Operative con posti letto esclusivamente dedicati ai pazienti Covid-19, Terapie Intensive, Rianimazioni con posti letto esclusivamente dedicati ai pazienti Covid-19, Pronto Soccorso OBI nei Dea I e II livello e Presidi Ospedalieri di base, Trasporti sanitari/trasporti pazienti 118, Laboratori rete Covid-19, Dialisi rete Covid-19, Radiodiagnostica rete Covid-19, Servizi diagnostici terapeutici per percorso Covid-19, Camere operatorie e aree sub intensiva dedicate pazienti Covid-19.

Fascia B a “rischio medio” prevede un premio di 600 euro lordi per almeno 20 turni ovvero in misura proporzionale pari a 30 Euro per ogni giornata di presenza. I potenziali beneficiari sono 2.500. I destinatari Servizio Igiene pubblica e attività territoriale Covid, Camere mortuarie in ospedali con aree Covid, UOSM, SPDC, SERT e Assistenza domiciliare.

Fascia C a “rischio basso” prevede un premio di 200 euro lordi per almeno 20 turni ovvero in misura proporzionale pari a 10 Euro per ogni giornata di presenza. Coprirebbe una platea di 29mila addetti. Altre unità operative e servizi ospedalieri non ricompresi nelle precedenti Fasce, Personale non rientrante nelle precedenti aree.

La Cisl: “Tagliati fuori dalla seconda fascia 20mila operatori”

“Il rischio – scrivono in una nota Doriana Buonavita, segretario generale Cisl Campania, Lorenzo Medici, segretario regionale Cisl Fp, Lino Pietropaolo, segretario regionale Cisl Medici, e Luca Barillà, segretario regionale Cisl Felsa – era ed è elevato per tutti i professionisti. Ogni giorno sono entrati negli ospedali consapevoli della pericolosità del virus che si è insediato anche nei reparti che si pensava fossero al sicuro. A questi operatori sanitari alla fine la Regione Campania vuol dare 70 euro al netto degli oneri fiscali – prosegue la Cisl  – Noi non vogliamo essere complici di un elemosina. Siamo convinti che nella seconda fascia sarebbero dovuti rientrare almeno altri 20 mila operatori ospedalieri che invece sono stati ‘conteggiati’ nell’ultima fascia. Si trovino le risorse necessarie come hanno fatto tutte le altre Regioni anche quelle in piano di rientro. Soprattutto perché chi non ha effettuato tutti i turni del periodo Covid-19 rischia di percepire ancor meno”.