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Covid 19
14 Luglio 2021
9:30

Campania e zona gialla Covid: bisognerà attendere per capire se i festeggiamenti hanno portato contagi

Per i prossimi giorni occorrerà guardare attentamente i bollettini quotidiani della Regione Campania per capire se c’è una ripresa dei contagi dovuta anche (ma non solo) agli assembramenti durante i festeggiamenti per l’Italia. Il rischio è che l’aumento dell’incidenza Covid possa far scattare nuove restrizioni, a partire dal ritorno della zona gialla.
A cura di Ciro Pellegrino
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Ora non resta che attendere: nella notte tra l'11 e il 12 luglio c'è stata la grande festa di piazza per la vittoria dell'Italia agli Europei di calcio, con assembramenti e situazioni giudicate «a rischio contagio» dagli esperti.  Per la variante di Covid-19 attualmente prevalente, B.1.1.7, la alfa,  cosiddetta «inglese», l'incubazione media è di 10-12 giorni. Per la variante Delta B.1.617.2 (quella che chiamavamo «indiana») dovrebbe essere ancora più breve. Quindi non toccherà far altro che attendere i bollettini quotidiani emessi dalla Regione Campania e capire da lì se aumenta l'incidenza del contagio, ovvero il rapporto tra i tamponi molecolari effettuati.

Campania in zona gialla: determinanti i ricoveri

Al momento in Campania siamo su una incidenza di 19 contagi su 100mila persone, si ipotizza l'arrivo e il superamento di quota a 20 a 7 giorni. Arrivare in un range tra 50 e 100 significa far scattare uno dei criteri che determina il passaggio in zona gialla. Non è l'unico. Contano tantissimo i ricoveri in ospedale e il tasso di occupazione delle strutture sanitarie:  la conversione in legge del decreto "riaperture" del 22 aprile stabilisce che una regione che superi i 50 casi per centomila può rimanere in giallo, se ha un tasso di occupazione inferiore al 20% delle terapie intensive e del 30% dei ricoveri.

Dunque chi finisce in zona gialla?  Quelle regioni nei cui territori alternativamente:

  • l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 50 e inferiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti;
  • l'incidenza settimanale dei casi è pari o superiore a 150 e inferiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti e si verifica una delle due seguenti condizioni:
    • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da COVID-19 è uguale o inferiore al 30 per cento;
    • il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da COVID-19 è uguale o inferiore al 20 per cento.

Al momento la Campania è in zona bianca e i ricoveri non hanno subito particolari incrementi. Siamo senza restrizioni per spostamenti regionali, né coprifuoco o chiusure forzate e anticipate dei negozi e delle attività di ristorazione. Ritornare in zona gialla significherebbe riprendere il coprifuoco dalle 23 alle 5, tenere aperti i ristoranti al chiuso solo a pranzo e bar aperti fino alle 23 con servizio al tavolo ma con obbligo di consumo solo al tavolo e solo all'aperto, anche in caso di pioggia.

Le proiezioni aggiornate dell'Agenas vedono un crollo dei positivi attivi; tuttavia il rischio concreto è che le riaperture e l'arrivo dei turisti dall'Italia e dall'estero in Campania possano favorire, in assenza di contact tracing e adeguato numero di tamponi, il dilagare della variante Covid-19 più contagiosa, quella Delta, soprattutto fra l'ampia platea dei non vaccinati in regione.

Questo significherebbe mettere a rischio la stagione turistica della seconda metà d'agosto e di settembre ma anche le attività di ritorno alla normalità come la scuola in presenza a settembre, la riapertura degli uffici pubblici molti dei quali in funzione solo in smart working (e oggettivamente a scartamento ridotto), il nuovo blocco per teatri e cinema, già duramente provati dalla pandemia.

La frase di Vincenzo De Luca: «Rischiamo di chiudere tutto già a fine agosto», pronunciata venerdì scorso, ha un senso se si guardano le proiezioni ad un mese del contagio. Addirittura nel peggiore dei casi prima di Ferragosto potremmo ritrovarci con un numero di positivi da variante tale da determinare nuove restrizioni. Occorrerà attendere per capire se il grafico dei contagi in Campania tornerà a curvare in alto.

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