"Troppo grande è il dolore suscitato dalla tua morte, Paola, per poterci illudere di lenirlo con le parole degli uomini. Dio, consola i cuori di tutti coloro che soffrono per la morte di Paola, distruggi ogni pur minimo di desiderio di rivalsa, di odio, di vendetta che tenti di insediarsi nel cuore di qualcuno". Don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo del Parco Verde di Caivano, durante i funerali di Paola Gaglione dall'altare fa riferimento alle circostanze che hanno portato alla tragedia: la 18enne è morta per un incidente in motorino, caduta insieme al fidanzato, Ciro Migliore, mentre i due venivano inseguiti dal fratello di lei, Michele Antonio Gaglione; il giovane è attualmente in carcere, indagato per omicidio preterintenzionale.

Secondo Ciro a causare l'incidente è stato Michele Gaglione, che li stava inseguendo perché contrario alla loro relazione, essendo Ciro un trans, e gli avrebbe fatto perdere l'equilibrio colpendo lo scooter con un calcio; il fratello di Paola, pur ammettendo l'inseguimento e di aver preso a calci l'Sh, ha invece detto che al momento dell'incidente si trovava più indietro e quindi di non aver direttamente causato quella caduta. Per i giudici, che hanno formulato l'accusa di omicidio preterintenzionale e disposto la custodia in carcere, non ci sono però dubbi: l'ultimo calcio, quello che avrebbe fatto cadere lo scooter, sarebbe comunque ininfluente, e l'incidente non ci sarebbe stato senza l'inseguimento.

La famiglia ha inoltre respinto le accuse di omofobia: la loro contrarietà alla relazione, hanno spiegato, derivava dal fatto che consideravano Ciro "poco affidabile" per i suoi comportamenti e quindi pericolosa per la figlia la frequentazione con lui, a prescindere dall'orientamento sessuale; tramite il loro avvocato i genitori hanno invitato alla cerimonia anche la comunità Lgbt.

"Sei passata in questo mondo come un fulmine – ha detto don Patriciello durante i funerali – trafitta da un raggio di sole per te, troppo presto, è giunta la sera. Una dolorosa, fulminea, terribile sera. Se la morte mettesse la parola fine alla gioia della vita, ci sarebbe di che disperarsi. Ma siamo in chiesa, una chiesa cristiana cattolica, la stessa chiesa dove sei stata battezzata, anche il prete è lo stesso. Insegnaci, Signore, a coltivare il vero rispetto per tutti. Ad inchinarci davanti alla vita, unica, preziosa e fragile i ogni essere umano. Ricordaci, ti prego, che l’uomo, ogni uomo, è terreno sacro davanti al quale inginocchiarci. Ricordaci che prima dell’orientamento sessuale, del colore della pelle, del conto in banca, viene la persona umana, creata a tua immagine e somiglianza".

"Oggi vogliamo pregare per te, Paola – ha concluso il parroco – perché il Signore ti tenga stretta tra sue adorabili braccia. E per tutti tutti coloro che su questa terra ti hanno amato e che hanno il cuore trafitto da una spada di fuoco. E tutti insieme, piccoli e grandi, parenti, amici e conoscenti, vogliamo chiederti perdono per non essere stati capaci di custodire la tua fragile e preziosissima vita".