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Inchiesta Croce Nera, ambulanze private a Napoli
7 Febbraio 2022
16:30

Botte e minacce per parcheggiare l’ambulanza al Cardarelli: “Se non ve ne andate ti sparo”

I volontari di una associazione di ambulanze private hanno denunciato di essere stati picchiati vicino al Cardarelli; sarebbe un tentativo di costringerli a lasciare l’area.
A cura di Nico Falco
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Garantirsi un parcheggio per l'ambulanza accanto all'ospedale Cardarelli significa essere i primi a intercettare i pazienti e i loro parenti e avere quindi un vantaggio su tutte le altre associazioni private. Una sorta di "opzione", che si traduce in un flusso di denaro continuo e costante. Affari che fanno parte del grigio del sistema ambulanze private, protagonista dell'inchiesta "Croce Nera" di Fanpage.it, e che aveva ben afferrato Marco Salvati, titolare di fatto della Croce San Pio, oggi detenuto nell'ambito di una inchiesta su appalti negli ospedali, estorsioni e camorra.

Volontari delle ambulanze aggrediti davanti al Cardarelli: "Andate via o vi spariamo"

E proprio questo giro ci sarebbe dietro le aggressioni che si sarebbero verificate nei giorni scorsi davanti al più grande ospedale del Sud Italia: i volontari della Europe Service, come si legge in una denuncia che Fanpage.it ha potuto visionare, sarebbero stati minacciati e picchiati, e le loro ambulanze danneggiate, nell'area esterna del Cardarelli; episodio simile a quello di agosto, e su cui ci sono due versioni: in una denuncia opposta, quelli che vengono individuati come aggressori sostengono invece di essere stati aggrediti.

Nella denuncia della Europe Service, sporta presso il commissariato di Chiaiano della Polizia di Stato, vengono menzionati diversi episodi, avvenuti tra il 2 e il 3 febbraio scorso e riconducibili sempre allo stesso gruppo di persone. Il 2 febbraio uno dei volontari sarebbe stato colpito con calci e pugni al viso e, nello stesso tempo, un'ambulanza dell'associazione sarebbe stata danneggiata a colpi di mazzola.

Il giorno successivo altri volontari sarebbero stati minacciati. Sempre per lo stesso motivo: costringerli ad allontanarsi dal Cardarelli, "altrimenti vi spariamo in faccia". Il 3 febbraio gli aggressori avrebbero anche mostrato dei coltelli, che avevano tra le mani o nella cintola dei pantaloni. Nella denuncia sporta alla Polizia si legge che le vittime avrebbero riconosciuto gli aggressori, sarebbero riconducibili tutti alla E. D. M. Emergency e tra loro ci sarebbero parenti stretti di Marco Salvati.

La Edm Emergency: "Noi aggrediti dagli altri volontari"

La Edm Emergency ha precisato di non essere collegata con la famiglia Salvati e di essere una associazione del tutto separata. La società, come risulta da informazioni liberamente disponibili su Google, ha la sede allo stesso indirizzo che era stato di Croce San Pio, al civico 418 di via Gaetano Salvatore; oltre alla sede, la nuova società condivide anche i numeri di telefono: confrontando quelli riportati su un vecchio bigliettino di Croce San Pio e quelli odierni di Edm Emergency si notano gli stessi due fissi e lo stesso cellulare.

In merito all'aggressione, fornisce una ricostruzione diametralmente opposta. In una denuncia, presentata presso il commissariato Arenella della Questura di Napoli da un "volontario procacciatore di trasporti ambulanza per la ditta Edm" (e anche questa visionata da Fanpage.it), si legge che l'uomo, mentre era nel padiglione D del Cardarelli con un suo collega (parente di Marco Salvati, ndr), sarebbe stato aggredito all'improvviso da un volontario della Europe Service di cui non conosce il nome.

Un caso analogo si era verificato nello scorso agosto, quella volta all'interno dell'ospedale, nel padiglione B, e anche in quel caso erano coinvolti volontari della Europe Service e della Croce San Pio. Anche allora c'erano state due denunce con due versioni opposte. Come allora, a far luce sulla vicenda di pochi giorni fa dovrà essere la magistratura.

Appalti negli ospedali e camorra, tra gli arrestati Salvati di Croce San Pio

Ma per ricostruire la storia si deve fare un passo indietro, allo scorso ottobre, quando era esplosa l'inchiesta della Procura di Napoli: erano finite in manette 40 persone, tra loro camorristi ma anche pubblici ufficiali e imprenditori. La Croce San Pio, al centro di numerosi episodi negativi (tra ambulanze senza assicurazione e il polverone causato dalle minacce ai "rivali"), era già in dirittura d'arrivo: come raccontato da Fanpage.it, con la possibilità della revoca delle licenze alle porte, la società era in dismissione e i mezzi erano già stati trasferiti ad una nuova associazione di riserva, nei fatti slegata ma, secondo le indagini della Polizia Locale, sempre riconducibile alla famiglia Salvati.

Nessuno Tocchi Ippocrate: "Soccorritori hanno paura di andare al lavoro"

Solidarietà agli operatori della Europe Service è stata espressa da Nessuno Tocchi Ippocrate, l'associazione che denuncia le aggressioni ai danni del personale sanitario. "Già diversi dipendenti si sono dovuti refertare in Pronto Soccorso per vere e proprie rappresaglie punitive – scrive l'associazione su Facebook – i soccorritori sono impauriti, non vogliono più andare a lavoro. Le motivazioni di tale ondata di violenza dovrà appurarle la magistratura, molto probabilmente si tratta di concorrenza sleale. Stigmatizziamo con forza questi gesti violenti, speriamo che la magistratura prenda i dovuti provvedimenti".

(articolo aggiornato l'8 febbraio alle 14:30)

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