26 Maggio 2021
18:02

Bipiani di Ponticelli: “Il Comune ci propone un campo con le casette del post terremoto”

Ancora nessuna soluzione per le 83 famiglie che abitano i bipiani in amianto del post terremoto a Ponticelli che dovranno essere abbattuti. L’incredibile proposta: “Il Comune vuole usare le casette del post terremoto dell’Umbria e del Molise da allocare in un campo a Secondigliano”. Gli abitanti dovrebbero passare da strutture provvisorie di 40 anni fa ad altre strutture prefabbricate. “Proposta offensiva e insufficiente” dice il Comitato di lotta. Intanto il vescovo Don Mimmo Battaglia visita i bipiani: “Accolgo il vostro grido di dignità e giustizia”.
A cura di Antonio Musella

Sono passati circa 10 giorni da quando alle 83 famiglie che abitano i bipiani di Ponticelli, nella periferie est di Napoli, sono arrivate le diffide di abbandonare gli alloggi. Costruiti in amianto nel post terremoto del 1980, dovranno finalmente essere abbattuti per una spesa vicina ai 2 milioni di euro da parte del Comune di Napoli. Ma l'amministrazione non ha ancora trovato una collocazione per le famiglie che hanno vissuto nelle casette di amianto somiglianti a delle palafitte per un periodo che va dai 25 ai 10 anni. Durante la visita del vescovo di Napoli Don Mimmo Battaglia ai bipiani, lo storico comitato di lotta ha reso noto la proposta avanzata dal Comune di Napoli per sistemare i nuclei familiari che per anni hanno vissuto a contatto con l'amianto. La proposta, rifiutata fermamente dagli abitanti, prevede anche l'utilizzo delle casette prefabbricate utilizzate dalla Protezione Civile per gli aiuti dopo i terremoti dell'Umbria e del Molise. Una proposta shock giudicata "offensiva e insufficiente".

Un campo di "casette" prefabbricate a Secondigliano

A spiegare la proposta dal Comune di Napoli è Patrizio Gragnano portavoce del Comitato di lotta dei bipiani di Ponticelli: "L'idea del Comune di Napoli che c'è stata sottoposta prevede l'uso di alcuni appartamenti confiscati alla camorra, sparsi nella città di Napoli – spiega – e l'utilizzo di casette della Protezione Civile da allocare a Secondigliano". Oltre all'utilizzo dei beni confiscati alla criminalità, dove è lecito aspettarsi non pochi problemi con il territorio, trattandosi di beni sottratti ai clan nei quartieri dove svolgono le loro attività criminali, l'amministrazione comunale ha in mente di usare anche le strutture prefabbricate della Protezione Civile usate come alloggi provvisori nel post terremoto dell'Italia centrale. Si tratterebbe di un vero e proprio campo, con un numero di casette che per ora resta imprecisato, da allocare in una zona non ancora individuata con certezza nel quartiere di Secondigliano nella periferia Nord di Napoli. In buona sostanza si tratterebbe per gli abitanti dei bipiani di passare da alloggi provvisori del post sisma del 1980 ad altri alloggi provvisori utilizzati in scenari post terremoto in tempi più recenti. "Consideriamo questa proposta, oltre che offensiva, anche del tutto insufficiente – sottolinea Gragnano – non ci hanno detto nemmeno quante casette ci sono con esattezza, ed al momento la proposta dell'amministrazione non sarebbe sufficiente a soddisfare l'emergenza abitativa di nemmeno il 20% degli attuali abitanti dei bipiani". Una situazione assolutamente paradossale che è emersa nel giorno in cui Don Mimmo Battaglia ha visitato il campo dei bipiani, ha incontrato gli abitanti e pregato insieme a loro auspicando che il degrado di quei luoghi possa essere trasformato con la corresponsabilità di tutti.

Quattro assessori diversi per una vertenza lunga oltre 30 anni

Nelle casette di amianto non tutti hanno il titolo abitativo, alcuni sono in uno stato di occupazione. "La prima cosa da fare è una sanatoria per tutti – sottolinea il Comitato – non si può pensare di mettere in mezzo ad una strada gente che per decenni ha dovuto vivere in mezzo all'amianto". L'interlocuzione tra gli abitanti e il Comune di Napoli è una novità degli ultimi giorni, infatti l'amministrazione si era limitata solo a comunicare lo sgombero agli abitanti senza convocare alcun tavolo per l'emergenza abitativa. "Stiamo parlando con l'assessore Ciro Borriello – spiega Gragnano – ma siamo davanti ad uno spacchettamento di deleghe fatta da De Magistris che prevede ben 4 assessori per lo stesso tema. In uno degli ultimi incontri abbiamo impiegato 40 minuti sono per capire quale dei 4 assessori avesse la competenza a interloquire sul problema". Un caos amministrativo figlio degli innumerevoli rimpasti di giunta operati dal Sindaco Luigi de Magistris che oggi sul tema "casa" ed "emergenza abitativa" prevede deleghe suddivise su ben 4 assessorati: l'edilizia pubblica in capo al vice sindaco Carmine Piscopo, il patrimonio ad Alessandra Clemente, le politiche per la casa a Ciro Borriello e la protezione civile a Rosaria Galiero. Intanto gli abitanti hanno accolto con calore Don Mimmo Battaglia: "Accolgo il vostro grido di dignità e giustizia – ha detto il vescovo di Napoli – il diritto alla casa è fondamentale per tutti, queste persone hanno diritto a vivere con dignità". Dopo l'incontro il vescovo ha pregato insieme agli abitanti. "Ringraziamo Don Mimmo Battaglia a cui abbiamo chiesto un incontro pochi giorni fa ed in meno di una settimana è venuto qui – ha detto Gragnano – il Sindaco De Magistris in 10 anni nonostante lo abbiamo invitato più volte, non è mai venuto ai bipiani".

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