Bimba ferita a colpi di mitra a Sant’Anastasia, confermata aggravante mafiosa

È stata confermata l'aggravante mafiosa per la sparatoria avvenuta nel maggio 2023 a Sant'Anastasia (Napoli), quando due ragazzi, dopo un banale litigio con alcuni coetanei, tornarono davanti al bar del centro storico e spararono all'impazzata con una mitraglietta, ferendo alla testa una bambina di 10 anni che era con la famiglia. La decisione è stata disposta dalla Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso presentato dall'avvocato di uno dei due giovani entrati in azione quella sera.
Secondo le risultanze investigative, il raid del 23 maggio aveva il solo scopo di affermare la propria supremazia nei confronti di un gruppo di giovani che, poco prima, non si erano intimoriti alla vista di una pistola. Un atteggiamento che sarebbe stato considerato un affronto e che avrebbe portato alla rappresaglia: i due erano tornati con un'arma automatica in sella a uno scooter e avevano sparato verso il basso, creando una tempesta di frammenti di ogive impazziti mentre la piazza era gremita di persone, tra cui parecchie famiglie con bambini, scatenando il caos. In quelle circostanze rimasero ferita la bambina, colpita alla testa, sua madre, raggiunta all'addome e portata in ospedale in pericolo di vita, e suo padre, ferito al polso mentre faceva da scudo col suo corpo all'altro figlio, di sei anni.
I due ragazzi, all'epoca dei fatti uno maggiorenne e l'altro minorenne, sono stati entrambi condannati per quell'azione di fuoco. Non hanno mai fatto ritrovare le armi usate quella sera. Le vittime, difese dall'avvocato Paolo Cerruti, a distanza di tre anni dall'accaduto, sono ancora monitorate dai medici e dagli psicologici per il trauma subìto.