Arrestato il neomelodico Marco Marciano, coinvolto negli scontri tra clan Gionta e IV Sistema

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A cura di Nico Falco
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Marco Marciano, frame dal video musicale "Luntano 'a te"
Tra gli indagati dell’inchiesta sui clan Gionta e IV Sistema figura anche Marco Scognamiglio, in passato neomelodico: avrebbe aggredito un commerciante ritenuto legato al gruppo rivale.

Qualche anno fa aveva guadagnato un certo seguito a livello locale come cantante neomelodico, col nome d'arte di "Marco Marciano". Ma, dopo alcune canzoni, avrebbe preso una strada diversa: Marco Scognamiglio è tra gli indagati a cui la Polizia di Stato e la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli contestano l'aggressione a un commerciante ritenuto legato al "IV Sistema", il gruppo malavitoso di Torre Annunziata. Il giovane avrebbe preso parte agli scontri insieme al clan Gionta, a cui è legato da parentele.

A Scognamiglio, 25 anni, è stato notificato questa mattina, 5 ottobre, un arresto ai domiciliari. I provvedimenti, eseguiti dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli e del commissariato di Torre Annunziata, riguardano diversi presunti appartenenti alla terza generazione del clan Gionta e al IV Sistema, i due principali gruppi di camorra attivi nel comune del Napoletano. Tra gli episodi oggetto di indagine anche una rissa avvenuta davanti al centro commerciale Maximall Pompeii, che sarebbe stato determinato da uno "sconfinamento": i giovani legati al IV Sistema avrebbero notato la presenza dei rivali in un locale che ritenevano essere nella propria area di influenza criminale; successivamente i Gionta si sarebbero vendicati con una "stesa" nel rione Penniniello, ai danni dei componenti del gruppo malavitoso rivale e con minacce a mano armata nei confronti di un commerciante ritenuto vicino a quel clan. Tra i destinatari delle misure eseguite oggi c'è anche Valentino Gionta Junior, figlio di Aldo e nipote omonimo del capoclan ergastolano; il ragazzo è al momento irreperibile.

Marco Marciano, alias Marco Scognamiglio, avrebbe preso parte alle minacce contro il commerciante, insieme a Valentino Gionta Junior e a Vincenzo Di Salvatore (entrambi destinatari di misura cautelare in carcere); l'uomo, preso di mira cinque volte tra aprile e maggio 2025, sarebbe stato schiaffeggiato e colpito con un casco e minacciato affinché chiudesse il suo bar.

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