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Apre l’ascensore di Monte Echia, Napoli ritrova il belvedere di Pizzofalcone dopo 14 anni

I lavori dovevano durare 2 anni, ne sono trascorsi 14. L’assessore Cosenza: “Vicinissimi alla fine”
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A cura di Pierluigi Frattasi
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L'ascensore di Monte Echia è quasi ultimato e presto aprirà al pubblico. Dopo 14 anni il belvedere di Pizzofalcone con Villa Ebe potrebbe essere restituito ai napoletani. Ad annunciarlo è l'assessore alle Opere Pubbliche, Edoardo Cosenza: "Vicinissimi alla conclusione – scrive in un post su Facebook – Sarà un utilissimo splendore. I lavori che sembrano eterni, possono invece concludersi rapidamente, se seguiti con passione.Un grazie agli uffici comunali, direttore dei lavori, impresa".

L'ascensore di Monte Echia e la galleria nel 2023
L'ascensore di Monte Echia e la galleria nel 2023

I lavori dovevano durare 2 anni, ne sono passati 14

I lavori per l'ascensore di Monte Echia dovevano durare 2 anni, ma ne sono trascorsi ben 14 da quando, nel lontano 2009, fu posta la prima pietra del cantiere per riqualificare il piazzale di Pizzofalcone. Il belvedere si apre a 55 metri sul mare con vista mozzafiato sul golfo. Il progetto del Comune, nato tre anni prima, prevedeva di realizzare un ascensore per collegare via Chiatamone e Santa Lucia alla collina di Pizzofalcone.

Il cantiere di Monte Echia nel 2019
Il cantiere di Monte Echia nel 2019

Costo iniziale del progetto 3,4 milioni di euro, poi lievitati a 4 milioni nel corso del tempo, a causa di alcune varianti. Ad inizio 2018 erano stati eseguiti lavori per 2,5 milioni. Il progetto è stato poi rifinanziato per altri 2 milioni di euro nell'ambito dell'ex Patto per Napoli e i lavori sono ripartiti ad aprile 2019. Anche in questo caso, dovevano durare 8 mesi e concludersi all'inizio del 2020. Ma sono slittati di altri 3 anni.

Il restyling dell'insula di via Partenope

Adesso sembra che si sia in dirittura di arrivo. L‘intervento prevede di realizzare nell’area prospiciente una piccola piazzetta di sosta, accogliente, decorata con arredo urbano, che fungerà da porta di accesso alla galleria che conduce agli ascensori e alla scala di collegamento con il belvedere di Monte Echia. Il tutto dovrebbe andare ad inserirsi nella nuova configurazione dell'insula del Lungomare di via Partenope, con la ristrutturazione della strada dei ristoranti e degli alberghi di lusso, e il restauro del Castel dell'Ovo, che sarà musealizzato.

Dal progetto dei due ascensori ai problemi economici: i motivi dei ritardi

Perché è trascorso tanto tempo? I motivi sono vari. Il progetto esecutivo iniziale della giunta Iervolino nel 2006 prevedeva di costruire due ascensori, per un costo di 4,8 milioni finanziati da Cassa Depositi e Prestiti. L'appalto fu aggiudicato nel 2008 per 3 milioni. Nel 2010 il primo stop, per problemi di carattere geologico legati al banco tufaceo. Viene approvata una prima variante. Nel 2013 il ministero delle Infrastrutture dà il nulla osta all'ascensore, ma nel 2010 le normative sono cambiate e il progetto va rifatto. Nel 2014 viene approvata la seconda variante. Il costo dell'opera sale a 3,4 milioni.

Il belvedere di Pizzofalcone nel 2023
Il belvedere di Pizzofalcone nel 2023

I lavori poi rallentano dopo la pedonalizzazione di via Partenope durante l'amministrazione De Magistris. Il traffico viene spostato su via Chiatamone, andando ad impattare sul cantiere che si trova alla fine della strada, dal quale escono continuamente camion. Ulteriori rallentamenti sono legati alle difficoltà nei pagamenti del Comune in pre-dissesto. Nel 2016 Palazzo San Giacomo inserisce Monte Echia nella delibera sblocca-cantieri, per 600mila euro.

A fine 2017 la società viene bloccata per problemi legati all'interdittiva antimafia. Nel 2018 il Comune rilancia il progetto con i fondi dell'ex Patto per Napoli, viene approvato  un nuovo progetto esecutivo per il completamento dell'opera finanziato con fondi Fsc 2014-2020, per un importo di 2 milioni di euro. I lavori ripartono materialmente nel 2019. La crisi del Covid e della Guerra in Ucraina ha contribuito ad allungare ancora i tempi. Adesso, però, sembra che si sia arrivati all'uscita del tunnel.

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