Non solo vani dei contatori e intercapedini dei muri, anche i giardini. Al Rione Traiano droga e armi finiscono direttamente sotto terra, in modo da essere ancora a portata di mano, facilmente recuperabili in pochi minuti, ma ben nascosti e impossibili da trovare anche nel caso in cui, come succede ormai da prassi, le forze dell'ordine ispezionino anche le aree verdi a ridosso delle abitazioni dei pregiudicati. Nell'ultima operazione messa a segno nel complesso di caseggiati popolari del quartiere Soccavo, area ovest di Napoli, la Polizia ha trovato tre bidoni di plastica che contenevano 2,5 chili di marijuana, tre bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della droga.

Il controllo è scattato nel pomeriggio di ieri, 19 novembre. Sul posto i Falchi della Squadra Mobile della Questura di Napoli, col supporto dell'Unità Cinofila dell'Ufficio Prevenzione Generale e di una squadra dei Vigili del Fuoco. Obiettivo, controllare le aree verdi di via Marco Aurelio, nei pressi di alcune delle più fiorenti piazze di spaccio della zona. Da informazioni investigative era infatti emerso che, molto probabilmente, era proprio lì che gli spacciatori avevano nascosto le scorte. Non tre le piante, come era stato scoperto in una precedente operazione, nel giugno scorso, quando nei giardini di via Romolo e Remo erano stati trovati armi da guerra e droga: sotto terra, in bidoni.

La tecnica non è nuova al Rione Traiano, dove spesso le palazzine, occupate abusivamente, si trasformano in fortini della droga con tanto di controlli con le vedette in strada: ad agosto 2019 i carabinieri avevano trovato armi sotterrate in bidoni in via Romolo e Remo; l'area è ritenuta sotto l'influenza criminale del gruppo camorristico Puccinelli-Petrone, probabilmente quello rinvenuto dai militari era l'equipaggiamento di una "batteria di fuoco" del clan.