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Aggressione al fratello dell’allenatore Pisacane, reato riqualificato: da tentato omicidio a lesioni aggravate

Il Tribunale del Riesame ha riqualificato il reato contestato a Vincenzo Bevivino: secondo la tesi degli avvocati, accolta dal giudice, non è dimostrata l’intenzione di uccidere.
A cura di Nico Falco
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Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari Calcio
Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari Calcio

Non più tentato omicidio, ma lesioni personali aggravate: il Tribunale del Riesame ha riqualificato il reato contestato a Vincenzo Bevivino, una delle persone che, agli inizi di gennaio, aggredì Gianluca Pisacane, fratello dell'allenatore del Cagliari Fabio Pisacane, nei pressi del suo locale ai Quartieri Spagnoli, nel centro di Napoli.

Il ferimento davanti al locale Pisadog

I fatti risalgono alla notte del 3 gennaio. Bevivino era stato arrestato tre giorni dopo a Pescara insieme al cugino, Vincenzo Rossi: durante la fuga avevano avuto un incidente stradale ed erano finiti in ospedale; a entrambi era stato contestato il tentato omicidio.

L'aggressione sarebbe stata la conseguenza di un litigio tra alcune avventrici del "Pisadog" e una cameriera, durante il quale Gianluca Pisacane era intervenuto. Ad agire sarebbero stati in tre, a volto scoperto: come raccontato da Andrea Pisacane, padre della vittima, uno avrebbe lanciato una birra in faccia al figlio, un altro, si tratterebbe di Rossi, avrebbe estratto una pistola e avrebbe sparato, ferendo il ragazzo con due colpi a una gamba.

Il reato riqualificato: lesioni aggravate

Il collegio giudicante ha ritenuto che, allo stato degli atti, non ci sono elementi sufficienti per dimostrare l'intenzione di uccidere, requisito essenziale per sostenere l'ipotesi di tentato omicidio. Gli avvocati di Bevivino, Luigi Senese e Nicoletta Viggiani, hanno insistito proprio sull'assenza del dolo diretto o dolo alternativo, sostenendo che l'aggressione non fosse finalizzata all'uccisione; la tesi è stata accolta dal Tribunale del Riesame. Il procedimento ora proseguirà davanti al giudice competente per merito, per accertare la responsabilità dell'imputato.

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