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A Napoli reati in calo del 4.55%: nel 2025 diminuiti omicidi, furti, rapine ed estorsioni

Nei primi 11 mesi del 2025 si registra un calo del numero di reati rispetto allo stesso periodo del 2024; i dati presentati dal prefetto di Napoli, Michele di Bari.
A cura di Nico Falco
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Immagine di repertorio
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I reati commessi nell'area metropolitana di Napoli fanno registrare un calo del 4.55% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. I dati, non ancora consolidati e relativi ai primi 11 mesi del 2025, emergono dal bilancio di fine anno fatto dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, che sottolinea che i numeri "sono frutto di una collaborazione istituzionale". "Abbiamo certamente il caso eclatante che spesso ci dà uno scossone, e lì dobbiamo essere ancora più presenti – puntualizza il prefetto di Napoli – però la direzione di marcia è quella giusta. C'è bisogno anche di un'azione da parte di tutti sul piano sociale, sul piano educativo, sul piano della testimonianza".

A Napoli in calo omicidi, in aumento misure antimafia

Tra i reati che hanno fatto registrare il segno negativo, ci sono gli omicidi volontari (-9,38%), le estorsioni (-12,4%), le rapine (-5,31%) e i furti (-2.78%). Sono, invece, in aumento le misure di prevenzione antimafia: 272 al fronte delle 235 del 2024, di cui 136 interdittive, 106 procedure partecipative ex art. 92 comma 2-bis, 30 misure di prevenzione collaborativa ex art. 94 bis. Complessivamente l'aumento è quantificato nella percentuale del 15%.

La devianza giovanile

Il tema della devianza giovanile e minorile resta un tema trasversale, collegato anche all'utilizzo delle armi. Su questo fronte i provvedimenti prefettizi sono stati 300 (divieto di detenzione armi, munizioni ed esplodenti denunciati) e sono stati 46 i rigetti di istanze di rilascio di licenza di porto d'armi per difesa personale (+50% rispetto al 2024).

"Abbiamo certamente il caso eclatante che spesso ci da' uno scossone e li' dobbiamo essere ancora piu' presenti, certamente, – puntualizza il prefetto – pero' la direzione di marcia e' quella giusta. C'e' bisogno anche di un'azione da parte di tutti sul piano sociale, sul piano educativo, sul piano della testimonianza".

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