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A Napoli manifesti sulla violenza agli uomini, il Comune interpella l’Istituto di Autodisciplina della Pubblicità

Un manifesto sulla violenza contro gli uomini scatena la polemica a Napoli. Il Comune interpella l’Istituto di Autodisciplina della Pubblicità.
A cura di Redazione Napoli
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«Ma la violenza ha sempre lo stesso sesso?» si legge in un cartellone pubblicitario 6×3 affisso in alcune zone di Napoli. In foto un giovane uomo disperato, chissà preda di quale violenza. Si tratta dell'iniziativa di un «comitato promotore contro la violenza sugli uomini», promosso dall'avvocato napoletano Angelo Pisani, già presidente di Municipalità col centrodestra. La sortita non è piaciuta a tutti.

E oggi il Comune di Napoli interviene sull'argomento: «La recente iniziativa che pubblicizza un contatto riservato agli uomini vittima di violenza, con grandi manifesti affissi in spazi privati non gestiti dal Comune, suscita perplessità ed è stato quindi richiesto all'Istituto di Autodisciplina della Pubblicità di pronunciarsi sulla correttezza del messaggio veicolato. Ciò non può né deve scalfire l'impegno e l'attenzione, sempre più necessari ed urgenti, nell'azione di contrasto alla violenza sulle donne, per la quale l'Amministrazione non arretra di un passo ed è sempre in prima linea».

L'Istituto di autodisciplina pubblicitaria (Iap)  un'associazione che dalla fine degli anni Sessanta rappresenta il sistema di auto-regolamentazione dell'intero settore pubblicitario italiano sui messaggi veicolati.

Qualche giorno fa un appello contro questa campagna, era stato indirizzato al sindaco Gaetano Manfredi. Oggi  Palazzo San Giacomo specifica:

Il Comune di Napoli, anche alla luce dei numeri drammatici raccolti attraverso la rete dei suoi Centri antiviolenza, ha intrapreso numerose azioni, volte non solo a garantire un presidio costante di tutela e protezione delle donne che subiscono violenza, ma anche a promuovere nella società, tra le donne, gli uomini e le nuove generazioni, una diversa consapevolezza.

Sotto questo aspetto, dunque, se si evita il rischio di creare confusione e di disinformare l'opinione pubblica, altre campagne di comunicazione non possono né devono offuscare l'impegno profuso per creare le condizioni necessarie a bandire definitivamente dalla nostra comunità la ferita sempre aperta della violenza contro le donne.

La replica di Pisani è di difesa totale del messaggio: «La violenza non può e non deve essere appannaggio di una sola parte».

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