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A Napoli 80 vigili urbani trasferiti: non possono lavorare nel quartiere di residenza

Trasferite decine di agenti in base ad una norma del regolamento del 1997. Il sindacato Csa: “Sospendere il provvedimento”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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Raffica di trasferimenti nella Polizia Municipale di Napoli: spostati tutti gli agenti in servizio che lavorano in Unità Operative nello stesso territorio dove risiedono. Si tratta di una norma del Regolamento del Corpo che risale al 1997 e che finora, sembra, fosse rimasta inapplicata. Nelle scorse ore, però, a seguito di verifiche sono scattati i trasferimenti. Circa 80 gli agenti coinvolti in tutta Napoli. Dal 5 febbraio dovranno cambiare Unità Operativa per 6 mesi, in attesa poi della collocazione definitiva. Trasferimenti dal centro alla periferia o viceversa, o tra sedi anche tra quartieri molto distanti tra loro, come Secondigliano e San Giovanni a Teduccio.

Il sindacato Csa: "Sospendere subito i trasferimenti"

Sebbene il provvedimento discenda dall'applicazione di una norma del regolamento, i sindacati sono scesi sul piede di guerra, lamentando lo scarso anticipo della comunicazione. Il Csa in una nota sui “trasferimenti del personale operante in zona di residenza”, scrive:

Relativamente alla determinazione del Comandante del Corpo di Polizia Municipale di movimentare il personale, in particolare di coloro che prestano servizio sulla propria zona di residenza in osservanza del regolamento del Corpo che risale al 1997, e che fino ad oggi non è stato mai totalmente applicato. Premesso che una tale decisione è stata presa senza alcuna consultazione sindacale, e quindi senza la possibilità di mettere in evidenza tutte le problematiche scaturenti da tale atto unilaterale, si chiede una immediata convocazione sull’argomento al fine di definire ogni particolare d’interesse del personale ed ogni altra inadempienza nell’applicazione complessiva del regolamento.

E conclude:

Nelle more del richiesto incontro si chiede di sospendere ogni ordine di servizio in argomento, in attesa delle determinazioni che scaturiranno dalla suddetta riunione. Nella denegata ipotesi di mancato riscontro alla ns. richiesta attiveremo ogni opportuna azione sindacale, ivi compreso la richiesta di controllo ed intervento degli Organismi preposti, a sostegno dei diritti dei nostri rappresentati.

I controlli sulle residenze

La disposizione del Comandante Ciro Esposito arriva, come detto, in applicazione di norme che erano già previste dal regolamento della Polizia Locale, che all'articolo 24, punto 5, recita: “il personale non può prestare servizio presso Unità Operative nel cui territorio abbia la residenza o comunque il domicilio abituale”.

Gli uffici amministrativi hanno, quindi, notato che c'erano casi di dipendenti che invece erano assegnati in Unità Operative nello stesso quartiere di residenza. Il Comando, a quel punto, ha fatto ulteriori verifiche per capire quanti rientrassero in questa casistica. Sono emerse circa una 80ina di posizioni. Da qui i trasferimenti disposti dal comandante Ciro Esposito che partiranno dal 5 febbraio e che saranno in via temporanea per 6 mesi, nell'attesa di una nuova collocazione.

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