A Marcianise lavoratori Barilla in sciopero contro la cessione dello stabilimento
Continuano le proteste dei lavoratori Barilla non solo nello stabilimento di Marcianise, ma in tutta Italia. Casus belli, la decisione dell'azienda di cedere alcuni impianti, in primis il sito di Marcianise stesso, ma anche i mulini di Altamura (Bari) e Castelplanio (Ancona): nel primo caso, l'acquisizione sarebbe da parte di Liguori, per i secondi da Molino Casillo. Da nord a sud, i lavoratori delle varie fabbriche Barilla hanno incrociato le braccia per chiedere chiarezza e tutela per i lavoratori.
I lavoratori dell'impianto casertano, però, non si sono limitati a incrociare le braccia, ma hanno raggiunto la sede dell'assessorato regionale al Lavoro, al Centro Direzionale di Napoli, dove è stato aperto un tavolo di crisi. Lo striscione "Lavoratrici e lavoratori Barilla in lotta", e le bandiere delle sigle sindacali, hanno sventolato a lungo in attesa di risposte, che sono arrivate in tarda mattinata.
I sindacati: "Servono garanzie occupazionali"
"In primis", spiegano i sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, "l'impegno della Regione Campania ad attivarsi tempestivamente per l'apertura di un tavolo ministeriale, con il coinvolgimento delle Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali, affinché la vertenza venga affrontata al livello istituzionale adeguato alla sua rilevanza industriale, occupazionale e territoriale".
Il secondo risultato", aggiungono, "riguarda la richiesta unitaria di sospensione dei termini della procedura di cessione, sulla quale l'azienda ha espresso parere favorevole, subordinandolo all'avvio del confronto in tempi rapidi". Il 28 ottobre si terrà invece un consiglio comunale ad hoc a Marcianise sulla vicenda.
"Non possiamo accontentarci di rassicurazioni limitate nel tempo", spiegano i sindacati in una nota, "servono garanzie occupazionali, continuità produttiva, investimenti e un piano industriale serio e credibile, capace di assicurare prospettive di lungo periodo", concludono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.
Barilla: "Prerequisito fondamentale la continuità occupazionale"
L'azienda, dal canto suo, aveva già spiegato nei giorni scorsi a Fanpage.it che "il Gruppo Barilla considera prerequisito fondamentale per entrambe le operazioni la continuità occupazionale per tutte le persone coinvolte. Liguori e Casillo hanno infatti espresso la disponibilità e volontà di preservare la continuità produttiva dei siti coinvolti, tutelando l’occupazione e le competenze presenti nei rispettivi territori e assicurando nuove prospettive di sviluppo nel lungo periodo". Barilla aveva anche spiegato che "nei medesimi siti continueranno a essere realizzate produzioni destinate al Gruppo Barilla, sulla base di contratti pluriennali di fornitura con le società acquirenti".
Alleanza Verdi-Sinistra: "Scelta inaccettabile di Barilla"
Sulla questione sono intervenuti anche Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano, di Alleanza Verdi-Sinistra. "Siamo al fianco delle maestranze che oggi hanno incrociato le braccia in tutti gli stabilimenti Barilla d'Italia. La scelta del gruppo di cedere lo storico sito casertano non si limita alla produzione del marchio Voiello, ma riguarda anche la produzione di marchi Barilla, rappresentando una scelta inaccettabile da parte di una multinazionale che vanta bilanci in solido, con oltre 4,8 miliardi di fatturato e centinaia di milioni di utili, e che in passato ha beneficiato di ingenti finanziamenti pubblici".